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Primarie PD tra assordante silenzio e una sola candidatura ufficiale. Assemblea comunale in vista, Tavanti: "Mi sa che dovremo aspettare fine mese"

Simona Rossetti

Tra i comuni dell’Empolese Valdelsa probabilmente è quello dove il quadro delle primarie del Partito Democratico appare più a tinte fosche. Stiamo parlando di Cerreto Guidi dove al momento si respira un clima di assordante silenzio.

La situazione è infatti questa: Simona Rossetti, 40 anni, insegnante, residente a Stabbia, ha promosso la sua candidatura lo scorso 21 dicembre organizzando una ‘conferenza stampa-lampo’. Da allora è calato il silenzio, sia da parte della Rossetti, che da parte del Partito Democratico, ma anche da chi potrebbe essere un possibile sfidante nella competizione di domenica 9 marzo.

Al momento c’è solo una certezza: questo sabato, 11 gennaio, alle 15 alla casa del popolo di via Roma si terrà l’assemblea comunale del Partito Democratico. Potrebbe essere l’occasione in cui verranno presentate nuove candidature? In teoria sì, ma persino il segretario comunale Alessio Tavanti ha dubbi su questo: “La sede è quella giusta – commenta a gonews.it – ma non credo che emergeranno. Spererei vivamente che ci siano altre candidature. Eventuali presentazioni di concorrenti alle primarie me le immagino non prima del 31 con la chiusura della raccolta firme”.

“Noi siamo in attesa di altre candidature – prosegue Tavanti – altrimenti il PD prenderà atto che Simona Rossetti sarà la nostra aspirante a sindaco. Al momento la discussione di sabato riguarderà soltanto la nomina della nuova assemblea comunale e la costituzione degli organismi di garanzia per le primarie”.

Simona Rossetti, a sua volta, spiega a gonews.it: “Eravamo in attesa dell’assemblea comunale di sabato per capire se ci saranno primarie di coalizione o meno, inoltre ci stiamo organizzando per presentare il nostro comitato sul territorio con una iniziativa pubblica. In questi giorni abbiamo lavorato sul programma elettorale e su come agire nella comunicazione esterna. Siamo in ritardo, è vero, – continua l’attuale unica candidata – ma vogliamo preparare un programma capillare, incontrando associazioni di categoria e commercianti come stiamo facendo. Non siamo rimasti fermi sul piano operativo”.

Poi un messaggio al Partito Democratico: “Mi auguro che le primarie siano occasione per ridiscutere di politica, che escano candidati e venga fuori una linea precisa da seguire”.

La candidatura di Simona Rossetti ha sicuramente spiazzato una parte del PD cerretese. Forse in pochi avevano calcolato il ritorno dell’ex vicesindaco (fino al 2009 nel Tempesti I) e assessore (giunta Fanciullacci II) sulla scena politica locale. Forse ancora c’è chi non digerisce che sia una ‘renziana’ e la sua storia politica abbia origini dalla parte più cattolica del PD (ex Margherita per intenderci). Fatto sta che il ‘silenzio assordante’ di queste settimane potrebbe appunto essere segno di un disagio e di una impasse che andranno superati. Certo, il PD regionale ha fatto indirettamente un regalo a Cerreto stasera con il via libera dello slittamento di una settimana per i termini ultimi di presentazione delle candidature, permettendo così di guadagnare tempo.

La sensazione, però, è che la Rossetti non ballerà da sola. Con tutta probabilità è attesa almeno una seconda candidatura dell’ultimo minuto rappresentativa dell’ala a sinistra del PD. Difficile fare previsioni: i nomi di Sergio Mancini e Valentina Picchi, fatti a suo tempo da gonews.it, sembrano adesso fuori dai giochi. Lo stesso Tavanti non si dovrebbe candidare. Tra i ‘big’ locali non si potrebbe escludere la presenza dell’attuale capogruppo consiliare Gabriella Menichetti ma, va ribadito, nessuno sembra aver manifestato l’intenzione di mettersi in gioco.

Da calcolare anche la variabile alleanze: c’è il PSI di Andrea Soriani che resta alla finestra in attesa di sviluppi, con esso anche altre forze del centrosinistra come SEL o la Federazione della Sinistra.

C’è da capire poi se i renziani della lista civica di opposizione, come Alberto Mercuri, staranno dentro o fuori l’alleanza di centrosinistra.

In ogni caso, bisogna scoprire anche chi potrà impensierire il Partito Democratico alle urne a primavera. Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di un fronte comune politico per tentare lo storico ‘ribaltone’, approfittando dei tentennamenti dei democratici. Una delle ipotesi potrebbe essere la ‘grosse koalition’ tra Fratelli d’Italia di Maurizio Bruni e la lista civica di Simone Barontini. In tal caso, però, nessuno dei due si candiderebbe a sindaco lasciando spazio a un altro volto. Se l’operazione andasse in porto, si fa l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Alexander Di Bartolo, fuoriuscito nel 2013 dal PdL per aderire al progetto di Oscar Giannino ‘Fare per fermare il declino’.

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