"Era l'impegno che mancava, sollecitato da numerose associazioni di vittime della strada e dal nostro Ministero. E adesso il 2014 può davvero diventare l'anno dell'introduzione dell'omicidio stradale sia nel Codice Penale che nel nuovo Codice della Strada per responsabilizzare chi guida. L'annuncio del ministro Cancellieri che a gennaio porterà in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale, sblocca l'introduzione della nuova fattispecie di reato nei Codici Penale e nel Codice della Strada, la cui riforma è iniziata alla Camera con la previsione del reato tra i nuovi principi fondamentali".
Così il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis, che ha la delega alla sicurezza stradale e alla riforma del Codice della Strada, sulle dichiarazioni del Ministro Cancellieri.
"Quanto accaduto nei giorni scorsi - continua D'Angelis - con altri morti falciati da pirati della strada e autisti che guidavano sotto effetto di droghe è inaccettabile e purtroppo va ad aggiungersi alle cronache di un'Italia che piange troppi incudenti con vittime e feriti sulle nostre strade. E' iniziata alla Camera la riforma del Codice della Strada che prevede l'inasprimento delle sanzioni per chi provoca incidenti mortali sotto effetto di alcool o droghe. Tra i principi è inserita la fattispecie dell'omicidio stradale per comportamenti particolarmente pericolosi e una importantissima norma coordinerà la durata della sospensione cautelare della patente, disposta dal Prefetto, fino a conclusione del procedimento penale. Si rimuove dunque quel perverso meccanismo per il quale, nelle more dei processi e scaduti i termini massimi di applicazione della sospensione cautelare, fa restituire la patente in attesa della sentenza. Abbiamo il dovere morale prima che politico di ridurre incidenti e vittime. Nonostante il positivo dimezzamento degli ultimi anni, ancora nel 2012 ci sono stati 3.650 morti e 260.500 feriti, e negli ultimi 12 anni sono morte 63.941 persone con 3.918.352 feriti e invalidi. Una strage - conclude il Sottosegretario - che stiamo provando a fermare anche con l'aumento della sensibilizzazione costante sui rischi e i comportamenti corretti da rispettare con la campagna del Ministero in corso "Sulla Buona Strada"".
"Apprendo con piacere che finalmente anche il Governo sta pensando di introdurre il reato di omicidio stradale: si tratta di una grande battaglia di civiltà partita nel 2011 da Firenze che ha visto il sindaco Matteo Renzi impegnarsi in prima persona con una raccolta di firme promossa con alcune associazioni fondate da parenti di vittime della strada".
Lo afferma il deputato Pd Dario Nardella. "La richiesta di introduzione di questa fattispecie di reato - ricorda Nardella - fa parte della più ampia proposta di legge di iniziativa popolare per l'inasprimento delle pene per chi causa incidenti mortali sotto l'effetto di alcool o sostanze stupefacenti, di cui sono state raccolte decine di migliaia di firme in tutta Italia, lanciata dal sindaco Renzi, primo firmatario, e dalla famiglia di Lorenzo Guarnieri, giovane vittima di un guidatore ubriaco e drogato, nel giugno 2011. In questi anni il sostegno di Renzi alla proposta non è mai mancato e sono quindi soddisfatto che il ministro Annamaria Cancellieri abbia deciso un passo avanti significativo nella direzione che da Firenze auspichiamo da anni. A questo punto Governo e Parlamento si impegnino concretamente perché l'iter di questa proposta possa compiersi velocemente". (ANSA).
