"Conosco bene quanta necessità c’è di dare razionalità e sicurezza alla viabilità attuale, per un paese più vivibile e sicuro, che ci consenta di camminare tranquillamente in centro senza dover fare lo slalon tra le auto in sosta e schivare quelle in transito, di provare a ipotizzare anche una mobilità ciclabile meno inquinante. Di queste necessità ne abbiamo discusso in vari programmi elettorali ed in consiglio comunale anche nella passata legislatura in un mio o.d.g.; come non ricordarsi la battaglia culturale per la chiusura al traffico di p.za Montanelli, su cui dopo molte titubanze è convenuto anche il Sindaco di Fucecchio e che oggi alcuni vorrebbero mettere di nuovo in discussione?
Ma se un sindaco crede veramente in questo strumento (piano della mobilità e del traffico) come mezzo di cambiamento è anche consapevole che occorre tempo per elaborarlo, condividerlo e sperimentarlo. Una classe dirigente che tale vuole essere deve essere capace di pensare il meglio per il proprio paese che molto spesso non coincide con il senso comune, con le abitudini e l’interesse generale non coincide con gli interessi, seppur legittimi, delle categorie più forti; dobbiamo bensì essere capaci di convincere e portare l’opinione pubblica su posizioni più avanzate nell’interesse collettivo.
Questo piano giunge in forte ritardo ed in un momento quanto meno inopportuno perché non c’è il tempo per gestirlo ed attuarlo (siamo ormai a fine legislatura, le primarie sono ormai iniziate e la campagna elettorale alle porte), quindi la sua approvazione ha il solo scopo di poter dire “lo abbiamo fatto” (slogan di Berlusconiana memoria) e metterlo tra le carte di corredo necessarie all’approvazione del regolamento urbanistico. Questo nuovo piano regolatore, araba fenice che ancora non vede la luce, ma che in compenso abbiamo visto il proliferare di piccoli piani attuativi privati in variante al PRG.
Purtroppo il piano del traffico non c’era (o meglio non lo abbiamo voluto) quando si sono approvate nuove ed importanti opere pubbliche come il nuovo assetto viario alla Ferruzza oppure quando abbiamo realizzato la pista ciclopedonale di v.le Buonaparte, che appena inaugurata ha avuto subito la sua vittima: in genere prima si progetta e poi si passa alla fase realizzativa, non il contrario.
E’ stato presentato ai cittadini e consegnato al consiglio comunale un pacchetto già confezionato, completo di analisi, obiettivi e proposte: ce ne sono per tutti i gusti, piste ciclabili insieme a marciapiedi corsie di marcia delle autovetture che si restringono pericolosamente e magari anche gli stalli per la sosta. A mio avviso Le piste ciclabili sono troppe per essere realizzate, non c’è un ordine di priorità; se ci fosse stata data la possibilità avremmo chiesto priorità per una mobilità ciclabile urbana di collegamento con le scuole, i supermercati, i luoghi civici ed extraurbana verso la stazione. Della ciclabile dell’Arno (progetto finanziato dalla Regione che collega il Falterona al mare seguendo il corso dell’Arno) non vi è traccia, potevano prevedere anche i collegamenti cicloturistici con le Cerbaie ed il Padule; di questo ci dice il Sindaco se ne occuperà la Provincia (ancora esiste?). Ma queste lacune non sono da attribuire agli estensori del piano (Tages, UTC e VVUU), bensì ai politici che non hanno indicato degli obiettivi strategici e non hanno creduto in questo piano come strumento di cambiamento: purtroppo il Consiglio Com.le che ha questa funzione non è stato chiamato ha svolgere il suo ruolo.
In sostanza in questo progetto non vedo una visione di cambiamento; è un progetto senz’anima, sono mancate idee e coraggio. Se l’obiettivo dichiarato doveva essere decongestionare il centro cittadino, perché realizzare nuove e ridicole rotonde su via Fucecchiello impedendo il deflusso delle auto? Se l’obiettivo era quello di incentivare la mobilità ciclabile, perché non prevedere v.le Buozzi a senso unico con una pista ciclabile a raso e dei marciapiedi ombreggiati da una alberatura come era un tempo? Lo stesso vale anche per via Sottovalle.
Altre piccole osservazioni: se p.za V. Veneto è il fulcro della nostra cittadina, luogo di incontro tra sede civica e religiosa, il poggio Salamartano ne è il cuore e come si può pensare di prevedervi la sosta? E’ vero che fino ad oggi, complice un’ambigua ordinanza del sindaco e la colpevole negligenza dei VVUU oltre a dei pilomat che nessuno vuole mettere in funzione, la sosta è una consuetudine ormai consolidata.
Come si può pensare di confermare l’attuale viabilità in corso Matteotti, eccezione per la meritevole previsione di introduzione un varco elettronico, con auto in sosta ed altre che sfrecciano vicino ai pedoni e dei marciapiedi al di sotto della larghezza minima? Da dove dovrebbe passare un portatore di handicap o una mamma con la carrozzina?".
A tutte queste domande sono mancate delle risposte convincenti, soprattutto da parte del Sindaco e dell’assessore al traffico Spinelli che si è distinto per un assordante silenzio e poi per l’abbandono dell’aula.
Paolo Sordi, consigliere comunae Partito Democratico Fucecchio
