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FI-PDL sull'Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore: "Chi ha deciso questo aggravio di burocrazia per i cittadini?"

Roberto Ferraro (foto gonews.it)

"Fra pochi giorni (il 30 dicembre) sarà votata dal Consiglio comunale la costituzione dell’Unione dei Comuni del Valdarno inferiore, nuovo Ente che riunirà sotto il profilo programmatico e operativo i Comuni di San Miniato, S. Croce S/A, Castelfranco e Montopoli V/A.

Il nuovo Ente non rappresenterà una semplificazione amministrativa poiché non determinerà lo scioglimento dei Comuni aderenti, i quali continueranno ad esistere e ad operare congiuntamente al nuovo Organismo.

I cittadini si troveranno quindi ad avere rapporti con il Comune, con l’Unione dei comuni e con la Provincia, con la conseguenza che  il nuovo Organismo comporterà un aggravio della burocrazia, senza che ciò sia controbilanciato da una sicura migliore efficienza dei servizi, né tantomeno da un accertato risparmio di costi.

Tenuto conto che il nuovo Ente chiamato Unione assorbirà molte delle principali funzioni esercitate dai Comuni e che i suoi Organi fondamentali, quali la Giunta dell’Unione e il Consiglio dell’Unione, non saranno eletti direttamente dai cittadini ma individuati  con discutibili procedure di nomina, i cittadini vedranno cancellato il loro diritto democratico di farsi amministrare da coloro che hanno realmente votato. Il risultato finale sarà che il territorio e la popolazione  verranno amministrati da un Ente non elettivo.

La marginalizzazione degli organi di rappresentanza democratica diretta – cioè i Sindaci  e i Consigli comunali - conseguente alla nascita dell’Unione segna un punto di svolta fondamentale nei rapporti amministrazione locale-cittadini.

La nascita dell’Unione – cioè di un modo assolutamente nuovo di amministrare il territorio comunale – è un avvenimento epocale che avrebbe necessitato un approfondito coinvolgimento e confronto con i cittadini, con le categorie produttive e con le  rappresentanze sindacali dei lavoratori del comparto.

Niente di ciò è stato fatto. La popolazione non è stata portata a conoscenza del reale significato dell’Unione, né si è esplicitata la svolta epocale che la nascita dell’Unione comporterà nell’amministrazione del territorio e nei rapporti cittadini-Comune.

Le centinaia di dipendenti che attualmente lavorano nei quattro Comuni si vedranno catapultati in una nuova realtà lavorativa senza che sia stata data loro la possibilità di comprendere cosa l’Unione realmente significherà per essi e per il loro futuro lavorativo.

Per decidere il nome di una strada, per definire l’arredo di una piazza o per tutelare orti e vicoli, si organizzano Consulte e convegni, si redigono accordi  e si studiano percorsi virtuosi.

Per decidere invece come e chi in futuro amministrerà i territori comunali, non si sono convocate Consulte, né organizzati workshop, né ascoltate le sempre decantate parti sociali. Concetti quali concertazione e percorsi partecipativi,  sono stati totalmente accantonati.

Qualcuno nelle stanze del potere ha deciso per tutti. Dubitiamo però che ciò sia avvenuto nell’interesse di tutti".

FI - PDL San Miniato

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