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Tares, le associazioni incontrano l'Unione dei Comuni. C'è tempo fino al 23 febbraio per 'correggere il balzello', segnali di apertura

foto d'archivio

Si aggiorneranno a inizio gennaio i Comuni dell’Empolese-Valdelsa e le associazioni di categoria relativamente alla spinosa questione della Tares per i pubblici esercizi, problema ampiamente sollevato ieri, giovedì 19 dicembre, dalla Confesercenti di zona in una conferenza stampa. Lo si apprende al termine dell’annunciato incontro che c’è stato, a cui era presente anche Confcommercio, con i sindaci delegati all’Ambiente Carlo Tempesti (Cerreto Guidi) e al Bilancio Giulio Mangani (Montespertoli) nella sede degli undici Comuni di piazza della Vittoria a Empoli.

Per l’occasione sono state ribadite le difficoltà delle imprese, alcune delle quali pronte a pagare fino al 400% all’anno in più rispetto alla Tia, e lanciate alcune proposte, come quella della Confesercenti per ridurre il balzello al 15%.

“È stato un incontro interlocutorio – spiega Lapo Cantini di Confesercenti – e la discussione è stata ampia. I sindaci si sono impegnati ad affrontare la questione con Publiambiente e ci riconvocheranno a inizio anno. Tempo ce n’è, anche perché le prime cartelle sono annunciate per il 20 febbraio. In ogni caso ci attendiamo tempo rapidi e anche i municipi dovranno fare le proprie considerazioni”.

Duro il commento di Confcommercio affidato a una nota stampa. “Un comune (quello di Vinci, ndr) ha già inviato i modelli per il pagamento della Tares. Amare sorprese per le imprese già in crisi – si legge nel testo diramato dalla Fipe – il passaggio da Tia a Tares nel nostro comprensorio si è rivelato un vero e proprio terno al lotto. Dopo due anni di raccolta differenziata, in virtù della quale si pagava in parte in base ai metri quadrati, e in parte in base ai conferimenti effettuati, adesso abbiamo fatto un balzo all’indietro. Sì, perché la Tares viene calcolata solamente in base ai metri quadrati. Un meccanismo iniquo che penalizza le imprese che operano su grandi superfici o che hanno la sventura di appartenere a quelle categorie a cui vengono da sempre applicati gli importi più elevati”.

“La spesa per la Tares rischia di superare quella per l’affitto. – conclude Fipe Confcommercio – Dall’incontro comunque sono arrivate possibili aperture, che lasciano intravedere un cauto ottimismo per soluzioni che possono mitigare l’importo finale da pagare”.

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