"Con un atto deliberativo del Consiglio Comunale del 28/04/2004 approvato all'unanimità e successivamente integrato in data 26/04/2005 fu deciso l'acquisto da parte del Comune di una parte del complesso immobiliare delle ex ceramiche Fanciullacci in Viale Umberto , con l'obiettivo dichiarato dall'allora sindaco Montagni ( potendosi supporre , in assenza di manifestazioni ufficiali di contrario avviso , far parte anche degli indirizzi dell'amministrazione in carica , visto che l'attuale sindaco Mori era assessore all'urbanistica nella giunta Montagni ) , di realizzare interventi finalizzati alla salvaguardia della memoria storica del paese, ipotizzando l'allocazione di un museo industriale contemporaneo a testimonianza delle più importanti fabbriche di inizio 900 a Montelupo.
Il prezzo di acquisto dell'immobile venne quantificato con il secondo atto deliberativo in 756.000 euro più interessi legali da dover corrispondere al venditore a causa dell'esigenza tecnica di dover posticipare la data del rogito rispetto a quanto previsto nell'atto deliberativo originario.
Anche il gruppo consiliare di centrodestra si disse favorevole , perché si ipotizzava un ragionevole piano di recupero e conseguente valorizzazione di un'area che avrebbe potuto costituire un cospicuo valore aggiunto di natura culturale , nella prospettiva anche di un circuito museale sinergico all'eventuale apertura al pubblico almeno della parte nobile della Villa Medicea non adibita a presidio ospedaliero.
Troppo tempo è trascorso , e l'Amministrazione Comunale sembra essersi dimenticata di quell'acquisto che presupponeva destinazioni di pubblica utilità , e non ha effettuato alcun intervento, accentuando lo stato di degrado.
Ci domandiamo perché non si è più ritenuto prioritario, dopo aver acquisito una parte dell'area, non solo tentare di acquisire anche la residua dai proprietari privati che parevano disponibili alla trattativa , ma neppure dar corso ad alcun intervento , concorrendo di fatto a vanificare la potenziale bontà dell'investimento fatto.
Noi riteniamo che aver subordinato l'acquisto dell'area ad una destinazione di pubblica utilità , peraltro esplicitamente dichiarata , senza aver dato corso ad un piano di recupero , potrebbe configurare un'ipotesi di danno erariale a carico dell'Ente.
Non possiamo accettare che si continui a lamentare la scarsità delle risorse disponibili e non si dia conto del mancato raggiungimento di obiettivi perseguiti con precedenti investimenti .
Quali sono le reali intenzioni dell'Amministrazione Comunale? E' in grado di assumere impegni credibili circa il destino dell'area?
Occorre chiarire , perché in caso di inerzia, il danno erariale potrebbe non configurarsi solo nell'ipotesi in cui si riuscissse, ritenendolo ormai patrimonio non funzionale al perseguimento di finalità istituzionali, ad effettuare l'alienazione a condizioni che economicamente possano dirsi vantaggiose per compensare l'investimento fatto
L'Amministrazione comunale è tenuta a battere un colpo, perché il centrodestra era ed è favorevole a progetti di recupero di aree dismesse, ma non intende essere spettatore di forme di degrado dello stato dei luoghi causate dall'inerzia della maggioranza di governo cittadina".
Daniele Bagnai, capogruppo Forza Italia Montelupo Fiorentino
