Primarie del Partito Democratico di Vinci, ormai si fa sul serio. Gloria Testi, la terza candidata in ordine di tempo alla sfida elettorale interna del 23 febbraio, ha le idee chiara e si presenta proponendo un programma ben definito e una squadra collaudata pronta a sostenerla in questa avventura. Stamani, sabato 14 dicembre, la 57enne assessore ai Lavori Pubblici e all'ambiente, artigiana specializzata in restauro di mobili, sposata e madre del 17enne Filippo, ha incontrato la stampa nel suo comitato elettorale di viale Togliatti a Sovigliana, accanto alla casa del popolo, per illustrare nel dettaglio le proprie idee. Nel suo team, coordinato da Gianluca Sani, ci sono tra gli altri Luciana Bellucci, Maria Polizzotto, Francesca Bertelli, Sonio Dal Canto, Marino Papini e
Annalisa Dini. Non presentati dalla Testi, ma comunque in sala, l'ex sindaco e attuale consigliere di parità della Regione Rossella Pettinati e il referente di Legambiente Stefano Busoni.
DONNA DI 'LOTTA' E POI DI GOVERNO
Gloria Testi viene da una storia legata alle battaglie per il diritto di emancipazione della donna. Ha lasciato la politica per anni prima di rientrare nel 2003 come presidente dell'Irsoo, traghettandolo alla gestione dell'ASEV, e nel 2004 come consigliere provinciale a Firenze. Dal 2009 è assessore esterno chiamata da Dario Parrini e tuttora in carica sotto la 'reggenza' di Alberto Casini. “Questo ruolo – ha specificato la Testi – mi ha consentito di approfondire l'esperienza amministrativa, di conoscere meglio le tematiche ambientali e di consolidare il rapporto con questo territorio.
IL PROGRAMMA
Gloria Testi non si nasconde: “Corro per vincere e vogliamo vincere. Credo di avere l'età, le competenze e la capacità per fare il sindaco di Vinci in questo momento di difficoltà e cambiamento”. Poi aggiunge: “Le donne hanno la capacità di ascoltare meglio i problemi”, pensando al fatto che gli sfidanti Giuseppe Torchia e Silvano Guerrini sono uomini.
Le sue parole d'ordine sono meno documenti, più proposte e più sostegno. Il Comune, secondo la Testi, deve essere capace di ridurre la pressione fiscale e sentirsi “come un vicino, non come un tartassatore”. La candidata, forte delle grandi opere dell'ultimo decennio (viale Togliatti su tutte) punta molto sulle manutenzioni dell'esistente, “non costruire ma sistemare”, e sul risparmio energetico.
Sul turismo l'idea è quella di creare un brand contenitore che sappia mettere insieme e valorizzare le risorse che ci sono, partendo dai 150mila visitatori annui del Museo Leonardiano, in modo da trasformare Vinci in una località non di passaggio ma di permanenza. L'idea potrebbe essere la “costituzione di un'associazione giuridica” di scopo, ma altre formule sono al vaglio.
Oltre al mantenimento di Irsoo e università si vuol puntare sul sostegno al mondo agricolo “come settore economico e non di filiera” e sul rafforzamento dell'Unione dei Comuni. Su questo passaggio: “Deve essere autorevole nei confronti dei cittadini – e l'opinione di Gloria Testi – i quali non hanno la consapevolezza del fatto che questa può essere una risorsa. Serve una nuova politica di sostegno all'economia locale, riorganizzando anche i servizi, snellire le procedure, il tutto tramite un percorso partecipativo. Credo sia possibile creare un solo Comune di area, ma intanto abbiamo questo strumento e vediamo di farlo funzionare”.
LA CAMPAGNA ELETTORALE
Il comitato fino a fine anno sarà aperto il giovedì e il venerdì dalle 18 alle 20 e la domenica mattina, da gennaio le aperture aumenteranno. Lo slogan scelto è 'Vinci con Gloria', sul quale è stata cucita una pagina facebook e un hashtag su twitter (#vincicongloria). Giovedì 19 dicembre alle 21.15 presentazione pubblica alla casa del popolo di Vinci.
Sulle primarie: “Sicuramente da gennaio faremo degli incontri pubblici a tre con gli altri candidati – spiega la Testi – e credo che ci siano delle differenze tra noi, soprattutto per carattere e formazione. Soprattutto con Silvano (Guerrini, ndr) c'è similitudine nel voler star vicino ai giovani. Il PD da queste primarie può solo uscire rafforzato: è un elemento di ricchezza poter scegliere il candidato sindaco per il proprio territorio”.
Sulla sua uscita “in ritardo” rispetto ai competitor: “Ho pensato che non fosse il mio tempo – conclude – poi all'interno del partito è venuta fuori una consultazione dalla quale sono emersi quattro nomi, compreso il mio. Daniele Vanni per motivi familiari ha preferito tirarsi indietro, io ho atteso di capire come il partito, con la nuova segreteria, si assestasse. Una volta però è stato fatto il mio nome ho accettato di correre alle primarie e l'ho fatto con in mano un programma chiaro e deciso”.
