Se ne va Siro Terreni, Empoli perde un grande testimone del '900. Un nonno che raccontava ai ragazzi il dramma dei lager nazisti

Siro Terreni (foto gonews.it)
Se ne è andato stamani, giovedì 12 dicembre, a 89 anni uno dei più attivi testimoni della deportazione nei lager nazisti che Empoli e tutto il Circondario hanno avuto l’onore di poter ascoltare.
Siro Terreni si è spento.
Empolese e deportato nei lager nazisti quando aveva 19 anni, Siro aveva dedicato l’ultima parte della sua vita a raccontare la sua terribile esperienza. Lui era potuto tornare da quell’inferno e per questo voleva spiegare cosa era accaduto, quanto tremenda fosse stata quella assurda barbarie.
Lo faceva con tutti, ma raccontava soprattutto ai bambini, agli studenti.
Si faceva chiamare Nonno, nonno Siro Terreni. Era nato ad Empoli il 18 settembre 1924. La figlia lo ha trovato in casa questa mattina. Non stava male negli ultimi tempi, ma certo l'età si stava facendo sentire.
Lascia i figli Marco e Claudia, la nuora Annamaria, i nipoti Filippo, Francesca e Vittoria.
I funerali si terranno alle 9 di sabato 14 dicembre, in forma civile, partendo alle 9 dalla sua casa di via Ciro Minotti 16 a Spicchio di Vinci per il tempio crematorio di Livorno. Tumulazione alle 15 al cimitero di Sovigliana Spicchio.
Aveva studiato fino alla terza elementare, ma come insegnante di una storia vissuta come la sua era il migliore.
Artigiano imbianchino, ma anche pittore e scrittore autodidatta.
Dopo essere andato in pensione si è trasformato in un impegnatissimo volontario nell'Auser Filo d'Argento di Empoli. Era operatore nel laboratorio di didattica del Trovamici con la pittura su vetro. Proprio Daniele Tinghi, ex presidente della sezione Auser di Empoli, e ora vicepresidente della territoriale dell'Empolese Valdelsa, lo ricorda commessa: "Ci lascia una grande persona. Un uomo mite, buono e che amava la sua gente e la sua città. Siamo tutti vicini alla famiglia e lo ricorderemo nel cuore".
Da oltre 20 anni era memoria storica di questo territorio, non solo per la sua prigionia nei lager nazisti. Siro raccontava anche dell’alluvione del 1966, oppure dei vecchi lavori ormai dimenticati. Era un libro aperto sulla seconda metà del ‘900, dalla seconda Guerra Mondiale in poi.
Era stato premiato a Firenze ed ha avuto espressioni di riconoscenza dal Presidente della Repubblica Azelio Ciampi per il suo libro: UN NONNO RACCONTA.
Ecco un passaggio dal “Diario” di Siro Terreni: “Era il 23 aprile 1945. Tornai a casa l’8 settembre, avevo 21 anni. Diciannove, quando fui fatto prigioniero. Nel tornare a casa dopo due anni di assenza e 13 mesi di mancanza di notizie della mia famiglia, lottavano in me due sentimenti: il desiderio e la paura. Ero impaziente di rivedere i miei ma avevo anche paura di non ritrovarli più: temevo che fossero morti. Per fortuna potei, invece, riabbracciarli. Il primo impatto con Empoli semidistrutta produsse tanta amarezza e sconforto: rimasi profondamente turbato. Mi ferirono le rovine del ponte sull’Arno, le case, le fabbriche, le ciminiere e i campanili ridotti a un cumulo di macerie. Ma insieme riuscimmo a ricostruire le fabbriche, le attività ripresero a poco a poco e cercammo di risanare le ferite della guerra”.
Nel 2010 Radio Lady gli dedicò una mattinata intera nel Giorno della Memoria, era il 27 gennaio.
All’epoca ci spiegò: “A 86 anni, essendo rimasto vedovo due anni fa, riesco così a sentirmi ancora vivo e fortunato”. Cioè trasmettendo ai ragazzi tutto il suo sapere.
Per lui sono giunte le condoglianze del sindaco di Empoli Luciana Cappelli
"Con dolore ho appreso la notizia della morte del caro Siro Terreni.
Internato militare in Germania e prezioso testimone di uno dei momenti più bui della nostra storia.
La missione della sua vita è stata quella di raccontare ai più giovani le esperienze della sua generazione.
Con il suo libro “Un nonno racconta. La memoria e la storia”, racconta la storia dell’Italia e la sua drammatica esperienza con lo stesso affetto che farebbe un nonno con i suoi nipoti.
Una memoria preziosissima la sua, da utilizzare come chiave di lettura del nostro tempo.
Questo è il senso dell’opera che ha svolto Siro Terreni per tanti anni, si è confrontato con migliaia di ragazzi di tutte le scuole di Empoli e dei comuni vicini, dando vita ad un rapporto generazionale senza eguali.
Ai suoi familiari, a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato, giungano le condoglianze più sincere, mie personali e della Giunta Comunale".