"Leggiamo il comunicato stampa della Soprintendente Acidini su " Corridoio Vasariano - Funzionamento e prospettive di utilizzo"
Sinceramente ci meravigliamo che l'apertura delle 56 nuove sale degli Uffizi possa essere messa in crisi dall'impiego di 4 unità del personale che servirebbero - in ogni turno - a rendere fruibile il Corridoio Vasariano.
Dal 2011 ad oggi non è stata assolutamente rivista la "modalità di rendere il servizio", che è invece ciò che noi chiediamo e su cui non riceviamo risposta dalla Soprintendente.
Noi non rifiutiamo a priori qualsiasi interazione con il privato. E’ dal 1998 che, con la legge Ronckey, nel Ministero si sono appaltati i servizi aggiuntivi dei musei più importanti (cioè le biglietterie, i bookshop o le caffetterie).
Negli ultimi anni presso il Polo museale fiorentino, a causa della mancato rimpiazzo del personale andato in pensione e della scarsità delle nuove assunzioni, la presenza del personale privato è aumentata, anche oltre le previsioni dell'appalto dei servizi aggiuntivi.
Se la Soprintendente, sin dal 16 ottobre, ci avesse proposto l’apertura del Corridoio Vasariano affiancando a visite svolte dal personale pubblico la concessione temporanea in uso al privato, non avremmo sollevato obiezioni.
Invece la Sovrintendente Acidini - nonostante quello che dichiara oggi - ci ha presentato l'apertura non temporanea ma continuativa del Vasariano da parte del concessionario, aggiungendo un ulteriore biglietto d’ingresso (35 euro); ci ha prospettato ulteriori concessioni temporanee ad altri soggetti privati (il lunedì a museo chiuso e la notte?) ; e solo il 5 dicembre ci ha proposto 4 visite guidate realizzate dal personale statale, contro le 72 alla settimana previste per il concessionario dei servizi aggiuntivi (Civita, presidente Gianni Letta)!
E' quindi una proposta che limita al 5% le visite istituzionali, mentre il 95 % viene effettuato da personale privato o da personale statale pagato da privati, quindi senza alcun incremento di posti di lavoro.
La Sovrintendente, nell'affidare ai privati anche il Vasariano, dimentica che all’interno del Polo c’è personale qualificato, assunto o riqualificato dal Ministero per attività di informazione, visita guidata, collaborazione con i funzionari, gestione della sicurezza, personale a cui impedisce di fatto di svolgere tali mansioni.
Personale che invece - come dirigente pubblico nonchè come interprete di una intelligente spending review - dovrebbe impiegare al meglio delle sue potenzialità e competenze.
Al di là delle disquisizioni nominalistiche, si sta procedendo ad una privatizzazione “silenziosa”, attuata senza scelte chiare da parte della dottoressa Acidini.
In Italia i beni culturali possono creare occupazione, ma hanno bisogno di una gestione strategica, trasparente e con l’obiettivo del bene della collettività. Cominciando - come stiamo chiedendo da due anni al Polo - con una seria verifica della gestione dei musei statali e del numero di persone necessario per continuare ad aprirli, senza escludere interazioni con soggetti privati ma mettendo in campo regole certe per governare questo rapporto.
Su questo terreno intendiamo misurarci, e su questo terreno finora non troviamo risposte".
Giuliana Guidoni, Cisl-Fp - Giulietta Oberosler, Fp-Cgil
