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Gli addetti del corridoio Vasariano scrivono a Bray: "Siamo qualificati a vegetare sulle sedie"

Un tratto del corridoio Vasariano

"Accanto ai super qualificati giovani (con dottorati di ricerca e master assortiti) lasciati a vegetare sulle sedie dei musei di tutta Italia ci sono alcuni meno giovani, non meno qualificati, che trovano in una graduatoria di 'idonei"'alla qualifica di storico dell'arte anche loro lasciati a giacere sulle sedie nelle sale".

E' quanto scrivono, in una lettera aperta al ministro per i beni culturali Massimo Bray ed a Tomaso Montanari componente della commissione per la riforma del Mibac, alcuni dipendenti del polo museale fiorentino, in seguito alla polemica scoppiata tra sindacati e vertici dell'ente in merito alla riorganizzazione del corridoio Vasariano, per la quale Cgil e Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione paventando una sostanziale 'privatizzazione' con affidamento dell'apertura dello spazio ad un concessionario esterno anziché ad addetti interni dello stesso Polo. In merito alla vicenda, lo stesso Bray era intervenuto con un tweet, il 30 novembre, nel quale esprimeva tutta la sua "simpatia ai lavoratori del Polo museale di Firenze impegnati per i valori della Costituzione".

"Quando si deciderà, in maniera sensata, come e con chi si apriranno le sale dei musei - prosegue la lettera del gruppo di dipendenti del Polo - e l'odissea di questi super qualificati avrà termine? I paladini del pubblico e della sua qualità hanno idea chi debba dettare le regole di accesso ai luoghi della cultura d'ora in poi? Dovremo contrattare con tutti? Con l'ultimo ignaro passante, con le guide, le agenzie, gli albergatori? è questo lo Stato sovrano?".

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