''La comunità cinese ha le sue colpe, noi abbiamo le nostre''. Così il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, in un'intervista al Messaggero, sull'incendio nella fabbrica di Prato.
''I cinesi hanno bisogno di uscire dalle loro comunità chiuse, ma per farlo devono potersi fidare di noi. E noi forse non abbiamo dato loro tutta la protezione necessaria'', spiega.
''I bambini cinesi di Prato sono ormai italiani di terza generazione. Parlano i dialetti locali. Vanno a scuola e si direbbe che siano perfettamente integrati. Ma - sottolinea il ministro - quando crescono ed entrano nell'età lavorativa si trovano praticamente tutti rinchiusi all'interno delle varie imprese a carattere familiare''.
E, aggiunge, ''se sono sfruttati, non denunciano. Noi dovremmo dare loro la sicurezza della protezione, se denunciano lo sfruttamento. La loro difesa passa per un percorso di immigrazione regolare''. Quindi il ministro chiede ''ai membri della comunità cinese di sentirsi cittadini a pieno titolo e di non esitare a denunciare una situazione che non va''.
Kyenge rivolge un monito anche alle Istituzioni affinché ''si faccia crescere la sensibilità sul tema della dignità del lavoro''.
