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Hall of fame, la storia della Nazionale in Palazzo Vecchio. Ma la star è Batistuta

Hall of fame a Firenze, in Palazzo Vecchio (foto Paolo Nucci per VivoAzzurro.it)

Ovazioni per il "Re Leone" Batistuta, commozione per il due volte Campione del Mondo Eraldo Monzeglio, ammirazione per il presidente onorario dell'Inter, Massimo Moratti, e gli altri grandi, da Franco Baresi a Gianni Rivera, da Fabio Capello agli ex arbitri Sergio Gonella e Cesare Gussoni, protagonisti nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, della cerimonia della Hall of Fame del calcio italiano 2013.

Il riconoscimento è stato istituito dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio per celebrare chi ha lasciato un segno indelebile nella storia del pallone tricolore.

"Batigol", premiato come "giocatore straniero", è stato il più festeggiato, e ha donato al Museo del Calcio una sua maglia della Fiorentina, col numero 9: "Non è importante cosa ho fatto in una partita particolare con questa maglia - ha detto - è importante come l'ho difesa, io ci ho messo il cuore, in una città che mi ha dato il cuore".

Il sindaco Matteo Renzi gli ha consegnato il premio, anche a nome di tutti i concittadini e tifosi: "Ha fatto la storia della Fiorentina e oggi riceve un meritatissimo riconoscimento riservato ai grandi", ha affermato il primo cittadino, che ha anche sottolineato con orgoglio come "Firenze è sempre più il luogo in cui tenere vivi i ricordi del calcio italiano".

Un cimelio importante è stato aggiunto alla collezione del Museo da Fabio Capello, attuale ct della Russia, premiato come "Allenatore italiano". "Ho portato la maglia azzurra n.8 che indossavo quando segnai il giorno della storica vittoria dell'Italia sull'Inghilterra a Londra - ha detto -. I nostri tifosi all'epoca erano stati apostrofati come 25mila camerieri a Wembley. Noi li abbiamo fatti felici".

Massimo Moratti ("Dirigente italiano"), che ha appena lasciato ad Erick Thoir il timone dell'Inter, ha consegnato una targa dello storico 'Triplete' conquistato dai nerazzurri, mentre Sergio Gonella ("Arbitro italiano" ex aequo con Gussoni) ha donato la divisa che indossava nella finale Mondiale del 1978 Argentina-Olanda.

Nella "Hall Of Fame" in questa tornata - nominati da una Commissione composta dal Presidente dell'Ussi Luigi Ferrajolo, e dai direttori delle maggiori testate giornalistiche sportive nazionali - sono entrate anche due bandiere del Milan e della Nazionale come Franco Baresi ("Giocatore italiano") e Gianni Rivera ("veterano italiano").

Sul palco, a premiare le glorie del calcio italiano, si sono avvicendati il presidente della Figc, Giancarlo Abete, "felice di poter ricordare le persone che stanno facendo e che hanno fatto grande il nostro calcio", uno dei suoi predecessori, Antonio Matarrese, il presidente della Lega di B, Andrea Abodi, il presidente dell'Aic e dell'Aiac, Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri, il numero uno degli arbitri, Marcello Nicchi, e, tra i più applauditi, il ct della nazionale, Cesare Prandelli, già tutto proiettato al Mondiale.

"Se fossimo stati teste di serie saremmo stati piu' contenti, ma visto il nostro carattere forse è meglio così. Vedremo di fare qualcosa di straordinario comunque", ha detto il selezionatore. In caso di una felice campagna in Brasile, nel mirino della commissione della Hall of Fame entrerà anche lui. Prandelli ha premiato Fabio Capello.

La Hall of fame sarà ricordata oltre che l’abbraccio di Firenze a Batistuta anche per quello fra due bandiere del Milan come Franco Baresi e Gianni Rivera fianco a fianco.

Il presidente della Figc Giancarlo Abete si è detto “felice di poter ricordare le persone che stanno facendo e che hanno fatto grande il nostro calcio”.

Cesare Gussoni e Sergio Gonella, che ha donato come cimelio la divisa indossata per la finale Mondiale del 1978, sono stati premiati dal presidente dell’Aia Marcello Nicchi e dal presidente dell’Aiac Renzo Ulivieri. Il tutto sotto gli occhi del designatore arbitrale della Uefa Pierluigi Collina (“dobbiamo essere grati per quello che hanno fatto”), entrato a sua volta nella ‘Hall of Fame’ nel 2011.
Baresi ha seguito Roberto Baggio (2011) e Paolo Maldini (2012). Con Matarrese hanno ricordato la finale del Mondiale del 1994 persa con il Brasile: “Non me lo fate rivedere – ha scherzato Baresi quando in sala sono partite le immagini del rigore sbagliato nella finale di Pasadena – è vero ho avuto il coraggio di tirarlo, forse sarebbe stato meglio non farlo…”.

Da un simbolo del Milan a un altro, il gol realizzato da Gianni Rivera nello storico 4-3 alla Germania nella semifinale del Mondiale del ’70 resta una delle pagine indimenticabili della storia della nostra Nazionale. L’attuale presidente del Settore Tecnico della Figc, premiato dal presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi, ha raggiunto così nella categoria Veterano della ‘Hall of Fame’ altre due leggende del nostro calcio, Gigi Riva e Dino Zoff.

Tornando a Batistuta, all’argentino è stato è stato dedicato il gran finale prima della gara fra Fiorentina e Verona al Franchi. Per il ‘Re Leone’, apparso in grande forma, considerato fra i 25 giocatori più forti del mondo, è arrivata l’ovazione del Salone dei Cinquecento: “Si è creato un feeling incredibile tra me e i tifosi – ha spiegato consegnando una maglia della Viola con il numero 9–. A premiarlo, insieme al sindaco Renzi, il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, che con Batistuta ha vinto uno scudetto con la Roma. Un’altra città che ha imparato ad amare Batigol.

Ecco l’elenco dei premi:

Franco Baresi (Giocatore italiano), Gabriel Omar Batistuta (Giocatore straniero), Fabio Capello (Allenatore italiano), Massimo Moratti (Dirigente italiano), Cesare Gussoni e Sergio Gonella (ex aequo nella categoria Arbitro italiano), Gianni Rivera (Veterano Italiano) e il due volte Campione del Mondo Eraldo Monzeglio (Premio alla memoria).

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