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Consorzio bonifica Valdera, il bilancio di 12 anni di attività. Villani: "Spero che rimanga l'attenzione per le zone periferiche"

Il 30 novembre si svolgeranno le elezioni per i 'nuovi' consorzi di bonifica della Toscana, che in seguito a queste consultazioni si ridurranno a nove per mezzo della fusione di quelli esistenti. Il consorzio di bonifica della Valdera - che attualmente ha sede a Ponte a Egola e opera su un'area che comprende 21 comuni, la maggior parte racchiusi tra la Valdera e la Valdegola e due province (Pisa e Firenze) - sarà inglobato nel consorzio Basso Valdarno insieme al consorzio Fiume e Fossi di Pisa e al consorzio del Padule di Fucecchio.

Il consorzio di bonifica della Valdera così va ad esaurirsi dopo dodici anni di attività. Alla guida dell'ente in questo lasso di tempo c'è sempre stato Edoardo Villani che nel 2001, quando il consorzio entrò pienamente in funzione, mise a disposizione la sua già lunga esperienza nel campo della bonifica in seno ai vecchi enti di difesa idraulica che agivano nel comune di San Miniato.

Proprio con Villani, quando ormai manca una settimana alle elezioni e visto anche che non si ricandiderà, abbiamo fatto un bilancio dell'attività svolta dal consorzio della Valdera in questi 12 anni senza tralasciare quelli che saranno i possibili scenari futuri. "Ad oggi possiamo dire di essere uno dei consorzi di Bonifica più apprezzati e organizzati in Toscana - dice Villani - e a dircelo sono soprattutto i contribuenti, visto che i ricorsi che ci vengono mossi non superano mai le dieci unità. Inoltre in dodici anni di esistenza non abbiamo mai aumentato il contributo, frutto di una precisa politica sul personale che ad oggi ci permette di operare al meglio con soli 13 dipendenti grazie ad alcuni investimenti che abbiamo fatto, per esempio, nella dotazione informatica e ad alcuni progetti di collaborazione con realtà associative e imprenditoriali del territorio".

IIn questi 12 anni il consorzio della Valdera ha portato avanti progetti di manutenzione e progetti straordinari per quasi 25 milioni di euro. Gli interventi più consistenti, nel campo degli 'staordinari', hanno riguardato i torrenti Roglio, Egola e Chiecina (per quest'ultimo corso d'acqua è stata realizzata la cassa di espansione). Il consorzio inoltre ha portato avanti alcuni progetti tesi, da una parte, ad una migliore organizzazione del servizio di manutenzione e dall'altra al coinvolgimento delle aziende agricole e delle associazioni di volontariato nell'opera di salvaguardia idraulica. Nel primo caso 70 aziende agricole hanno accettato di effettuare interventi di manutenzione su canali e corsi d'acqua ricadenti nelle proprie proprietà ricevendo dal consorzio un contributo per un massimo di 5.000 euro; nel secondo caso le Misericordie di Lari, Ponsacco, Pontedera e San Miniato hanno messo a disposizione i loro volontari per sorvegliare il corretto funzionamento delle cateratte di scolo che si trovano lungo i corsi d'acqua. In questo ambito va sottolineata anche l'innovazione apportata dal consorzio nella gestione della manutenzione. Il territorio di competenza infatti è stato diviso in 14 aree, ognuno delle quali è stata data in appalto, tramite bando, ad un'azienda diversa per la manutenzione ordinaria. Quest'azienda è chiamata anche a svolgere il servizio di reperibilità in caso di situazioni di emergenza.

"La nuova legge regionale ha sicuramente degli aspetti positivi - commenta ancora Villani - primo fra tutti quello di legittimare i consorzi di bonifica come gli unici enti a potersi preoccupare di difesa idraulica del suolo e questo non è poco. Rimangono però dei punti interrogativi e a me personalmente ne preoccupa uno: le zone periferiche continueranno ad avere la stessa attenzione di adesso oppure ci si concentrerà solamente sui grandi centri urbani come per esempio Pisa e Pistoia? Spero che ciò non avvenga, intanto noi lasciamo un'eredità fatta di un ottimo rapporto con gli enti locali e una capacità progettuale che in questi anni ci ha permesso di ricevere finanziamenti dalla comunità europea".

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