Il PdL scrive ad Almunia: "Non finanziate la nuova pista di Peretola"

L'aeroporto di Pisa
Il Gruppo consiliare parte dall’articolata descrizione del sistema aeroportuale toscano, comparando l’aeroporto di Pisa con quello di Firenze. Evidenziano che all’inizio degli anni ’80 fu stabilito Pisa, si sviluppasse per diventare “aeroporto regionale” per i collegamenti internazionali della Toscana, mentre Firenze si limitasse a svolgere un ruolo di “city airport” (non è un caso che la società di gestione dell’aeroporto pisano decidesse di denominarsi “S.A.T. – Società Aeroportuale della Toscana per Azioni”).
Gli investimenti fatti in questi anni da Pisa, la maggior parte autofinanziati, hanno consentito una crescita del numero dei passeggeri, passati un milione e 246 milioni del 2000 a quattro milioni e mezzo nel 2012. Con le infrastrutture attuali, l’aeroporto ha già una potenzialità di 8 milioni di passeggeri. I consiglieri ricordano l’altro grande investimento, il PEOPLE MOVER, che dal 2014 collegherà l’aeroporto con la stazione FS, costato 70.000.000 €, finanziati in parte dalla stessa UE.
Oggi, ormai alla fase conclusiva di quanto progettato negli anni’80, tutto viene rimesso in discussione. Firenze, sostenuta da Rossi e da Renzi, vuole costruire una nuova pista di 2000 metri (ENAC la vuole di 2400 metri) che in poco tempo toglierà passeggeri all’aeroporto di Pisa (circa 1.800.000), per le scelte conseguenti delle compagnie aeree di dirottare i propri voli su Firenze. La conseguenza sarà la perdita di almeno 2000 posti di lavoro e quella di vanificare gli investimenti fin qui effettuati, riducendo Pisa ad una cattedrale nel deserto.
I Consiglieri si domandano se l’Unione Europea, molto attenta e vigile su quanto avviene nei Paesi membri, ed in particolare quelli ad economia e a conti pubblici più deboli, possa tollerare questo spreco di denaro pubblico, che creerà a distanza di appena 70 chilometri due grandi aeroporti. Per realizzare la nuova pista a Firenze, si ipotizza una spesa oscillante tra i 200 e i 300 milioni di euro. Potrà ADF, che in Borsa capitalizza sotto i 100 milioni di €, realizzare questo investimento, oppure dovrà ricorrere, come probabile, ad aiuti pubblici?
I consiglieri sottolineano che con una spesa di gran lunga inferiore è possibile potenziare e sviluppare il collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze, portandolo sotto i 40’.
L’articolata lettera dei Consiglieri del PDL (ben 6 pagine con interessanti dati tecnici) si conclude con tutta serie di quesiti ai 2 Commissari Europei, il più importante dei quali è quello se non ritengono che in tutta questa vicenda non ci sia spreco di denaro pubblico e distorsione della concorrenza, elementi chiave e di competenza dei destinatari, Joaquín ALMUNIA, Commissario Europeo alla Concorrenza e Siim KALLAS, Commissario Europeo ai Trasporti. Almunia, in particolare, è convinto che in Italia gli aeroporti siano troppi (uno ogni 60 chilometri) e che la distanza tra uno scalo e l’altro deve salire ad almeno 120 chilometri.
“Siamo sicuri che Voi comprenderete esattamente che ad animarci non è il tipico spirito campanilistico che vede Pisa e Firenze da sempre rivali (invocando il quale qualche detrattore potrebbe banalmente liquidare questa nostra presa di posizione), ma la profonda convinzione di contribuire a rendere il sistema di governo italiano e toscano più efficiente ed efficace, difendendo nel contempo gli interessi della popolazione del territorio che ci hanno eletto.”
Fonte: Comune di Pisa - ufficio stampa