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Sant'Andrea d'Oro, la 'modesta proposta' di Della Storia: l'avvocato Giuliano Lastraioli

L’idea del Sant’Andrea d’oro l’ebbe il sindaco Bugli nel 1994. Leggermente copiata dal Fiorino d’oro  che vien dato, per motivi simili, nel Capoluogo,a Firenze.

A tanti empolesi è stata assegnata e nel prossimo fine Novembre, in occasione della festività dedicata al nostro Santo Patrono, se le maglie della spending revue non l’incagliano, verrà esperita e consumata nella sala magna degli Agostiniani. Magna nel senso che quella era la mensa de’ frati…

Probabilmente per quest’anno è tardi, il nome o i nomi saranno già impressi con l’oro a foglia ne’ diplomi… ma a noi qui del sito dedicato alla storia, alla cultura e alle varie amenità connesse, dell’Empolese e la Valle d’Elsa, vien da dire che c’è un empolese che quel premio se lo sarebbe meritato da sempre. Parlo di Giuliano Lastraioli, l’Avvocato per autonomasia qui da noi. Curriculum luminoso di studioso, formidabile scorridore d’archivi, estensore di testi e volumina senza pari. Non serve dire… basta aver voglia e tempo per leggere.

Certo, non appartiene alla eletta schiera di chi dal dopoguerra a oggi mantiene le salde leve del potere. Esponente d’aria moderata, dai modi non sempre concilianti, penna e pennino mai dòmi… mai asservito alla cultura o al culturame dominante. Spina nel fianco, quando non di peggio, al quieto vivere post tridentino e post comunista, qui nella quieta e sonnacchiosa provincia.

Ma figura d’indiscusso valore, esponente di primo piano dirimpetto al mondo, di quello che dalle nostre parti ha avuto motivi d’esser ricordato a memoria d’uomo.

Per noi è lui che si merita quel riconoscimento. Che si andrebbe ad aggiungere alla medaglia già ai tempi ricevuta per aver dato giustizia e spazio alle nobili gesta dei Maori in transito liberatorio fra le macerie d’Empoli. E questa volta con i fasti che si merita, e non attraverso la bidella comunale (mi si racconta in ciabatte) e il sacchetto della Coop…

 

Paolo Pianigiani

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