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Un corteo nazionale per riaprire l'ex Colorificio Liberato

Il municipio dei bei comuni

Il Municipio dei Beni Comuni: "La manifestazione è la nostra risposta alla politica che invade il patrimonio pubblico e lo regala agli appetiti privati"

Riaprire l'Ex Colorificio Liberato: sarà questo l'obiettivo delal manifestazione nazioanle in programma sabato 16 novembre. Sono attesi migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Associazione, movimento e singole adesioni che cnfluiranno in un corteo lungo le vie della città che partirà da Piazza Garibaldi.

ECCO L'APPELLO INTEGRALE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 NOVEMBRE DEL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

"Il 16 novembre 2013 sarà una data spartiacque per la città di Pisa e per l'Italia tutta. Un corteo nazionale sfocerà nelle strade cittadine, con l'obiettivo di aprire nuovamente l'ex Colorificio Liberato, dopo il sequestro dell'area dove questo sorge e il conseguente sgombero delle attività che in esso per più di un anno hanno avuto luogo. Una manifestazione attesa, alla quale prenderanno parte numerose realtà dei movimenti nazionali, collettivi, associazioni, espressioni del territorio ma non solo. Insieme a Napoli, la Valsusa e Gradisca d'Isonzo, Pisa sarà una delle piazze che il 16 novembre pronuncerà la propria netta opposizione alla prepotenza di pochi contro i bisogni di molti, e lo farà ribadendo – ancora una volta – la vocazione collettiva di un'esperienza come quella dell'ex Colorificio Liberato. Un intero anno di attività, uno spazio di apertura e di condivisione per quanti lo hanno animato, lo hanno ricondotto a una vita nuova dopo anni di colpevole abbandono da parte della sua proprietà.

Un corteo che partirà dal cuore della città, dal suo centro per eccellenza – piazza Garibaldi –, perché dal centro della lotta in difesa dei Beni Comuni muove l'intera storia recente dell'ex Colorificio Liberato. Dal cuore di un movimento di popolo che dopo più di un decennio di battaglie civili approda finalmente verso una meta condivisa, la riapertura di una casa comune, di uno spazio di democrazia che ha riscosso il plauso del Consiglio d'Europa. “Un atto di cittadinanza”, così è stata definita la liberazione e il riuso dell'ex Colorificio, un'azione che si trova allineata oggi a quei movimenti che in Europa lottano per combattere povertà, diseguaglianza e spreco di risorse.

Una giornata quella del 16 che affonda le sue origini in un consenso vasto e trasversale, lo stesso che condurrà a Pisa migliaia di persone per affermare con forza il bisogno condiviso che l'ex Colorificio venga di nuovo spalancato al passaggio di coloro che ne hanno fatto un simbolo e un modello nella difesa dei Beni Comuni. Consenso che spazza via le ombre di coloro che avrebbero voluto ridurre un'esperienza di tale portata a un mero problema di ordine pubblico, o peggio di coloro che pubblicamente hanno detto di sostenere e apprezzare tutto il lavoro condotto in quello spazio senza però aver operato nulla di concreto affinché quell'esperienza potesse continuare senza passare dalla traumatica interruzione imposta dal recente sgombero.

Abbiamo fiducia che si possa evitare per quella giornata il triste scenario a cui dovette assistere la città il 13 ottobre del 2012, quando Pisa venne letteralmente militarizzata per impedire a un festoso e pacifico corteo di poter fare il proprio ingresso in via Montelungo. Pisa non può accettare che uno spazio di democrazia possa essere nuovamente tenuto in ostaggio da chi vorrebbe impedire ai cittadini di tornare là dove è legittimo che tornino.

La composizione del corteo il 16 novembre esprimerà una diversità composita, con voci da tutta Italia che si alzeranno per pronunciare il proprio dissenso, il proprio diritto. Esperienze che parlano di diritti e di giustizia sociale, di solidarietà e di socialità. Voci come quelle di Ugo Mattei, Don Alessandro Santoro, Francuccio Gesualdi, solo per citarne alcune, che scandiranno i tempi di quella che vorrebbe essere una vera e propria festa per la riapertura dell’ ex Colorificio Liberato. E come tutte le feste dell'ex Colorificio ci saranno giocolieri, danzatrici, le bande musicali e tutte le attività ripartiranno. La sera presenteremo il nuovo disco di Alessio Lega.

Noi vorremmo indicare la strada a quanti giungeranno a Pisa il 16 novembre 2013. Una strada che dal centro conduce alla periferia, che dal nucleo arriva a lambire un nuovo baricentro cittadino, in difesa di un equilibrio più giusto, che sappia tenere nello stesso spazio i bisogni di tutte e di tutti. Per questa ragione abbiamo affisso nuovamente l’insegna che indica la presenza dell’ex Colorificio Liberato, la stessa che un atto di prepotenza aveva portato via. In questa indicazione, nel suo senso profondo, noi vediamo il futuro prossimo, la nota alla quale si accorderanno quanti scenderanno in piazza il 16 novembre.

In quella giornata sarà tempo di ritornare a casa. Il fiume in piena del 16 novembre spalancherà di nuovo le porte dell’ex Colorificio Liberato.

 

Il #16Nov è la nostra risposta alla politica che invade il patrimonio pubblico e lo regala agli appetiti privati, che antepone le prerogative della proprietà di pochi all’interesse collettivo.

Saremo in piazza a Pisa per denunciare le politiche di speculazione e di austerità che determinano la crisi, consumano i nostri territori, producono solo lavoro precario e ricatti, costruiscono cattedrali nel deserto, e trasformano ogni forma di attivismo civico e di reazione sociale in un problema di ordine pubblico.

Lo sgombero dell'ex Colorificio di Pisa e del Municipio dei Beni Comuni sono l’emblema dello scontro sempre più aspro tra beni comuni e interessi privati, che sperimentiamo in tutte le nostre città.

Il #16Nov dimostreremo che in questa città scorre anche un altro fiume e che non è possibile fermarlo. E’ il fiume dei corpi, dei bisogni e dei desideri di donne e uomini liberi che riprendono in mano il proprio destino e quello della comunità dove vivono, in forma responsabile e trasparente.

Abiteremo le strade praticando una grande, pacifica e legittima azione che riaprirà l'Ex Colorificio, chiuso con un atto di imperio in seguito ad una sentenza del Tribunale. E’ questa la nostra risposta allo strapotere delle multinazionali, alle lobby del cemento e a quella politica che con queste tratta e svende le nostre città.

Saremo un fiume in piena, come quello che attraverserà  in quella giornata le strade di Napoli contro la devastazione ambientale e l'emergenza sanitaria di cui è vittima il territorio campano, conseguenza di politiche criminali che hanno permesso di contaminare ed avvelenare i territori e le persone che li abitano. O come quello che scenderà sempre il 16 novembre in piazza in Val di Susa contro la TAV e la politica delle grandi opere, che spreca denaro pubblico, distrugge l'ambiente e alimenta un modello di sviluppo insostenibile. O che sarà a Gradisca d'Isonzo contro la politica dei CIE. Insieme in uno stesso giorno Pisa, Napoli, Gradisca d'Isonzo e Val di Susa. Quattro luoghi simbolo della lotta per i beni comuni e contro le politiche del privilegio.

Il #16Nov,per un fiume in piena, impossibile da fermare."

 

LA CONFEDERAZIOEN COBAS PARTECIPERA' ALLA MANIFESTAZIONE DEL 16 NOVEMBRE

La questione degli spazi, in una città come Pisa, è una tra le più problematiche da vari anni. Le Amministrazioni, le Giunte e i Sindaci che si sono succeduti hanno sviluppato costantemente  politiche orientate verso gli strati benestanti della popolazione e a vantaggio dei poteri forti che governano realmente (Università, speculazione edilizia, grande distribuzione commerciale).

La questione della casa è la più evidente: la presenza di un’ampia popolazione di studenti ha provocato un incremento degli affitti e dei costi degli appartamenti che ha pochi pari in Italia, assieme allo scandaloso fenomeno delle case sfitte in presenza di bisognosi in crescita esponenziale per effetto della crisi economica.

Il PD e Filippeschi hanno inoltre adottato un’idea di città basata sull’immagine: le iniziative-vetrina, prive di contenuti e centrate sulla concezione mercantile della cultura e degli eventi, hanno soppiantato le iniziative sociali e culturali senza sponsor commerciali, e avviato una guerra a tutto il mondo giovanile e associazionistico che vuole proporre un altro modello di socialità e di città non condizionato dalle logiche economico-commerciali.

Ci siamo sempre battuti per impedire che il modello di città-vetrina solo per ricchi e benestanti divenisse dominante a Pisa, coerentemente con la difesa dei diritti dei lavoratori e dell’occupazione contro i processi di dismissione produttiva favoriti dalle Amministrazioni e dal partito del cemento e della speculazione edilizia. 

È per questo che una organizzazione sindacale come i Cobas ha partecipato ai movimenti che si manifestano in città, coerentemente con la tutela degli interessi dei lavoratori e considerando i diritti alla città e all'abitare pienamente appartenenti alla pratica e alla rivendicazione sindacale. 

Negli ultimi mesi a Pisa sono state occupate numerose case e tanti i picchetti contro gli sfratti , in difesa di famiglie che perdendo il lavoro sono impossibilitati a pagare un affitto , vittime di quella incolpevole morosità che sta accrescendo l'indebitamento delle famiglie.

Il Municipio non è solo un luogo di aggregazione e di socialità senza scopo di lucro, ma è uno spazio dove per mesi hanno preso forza iniziative di vario genere, di utilizzo in comune di spazi abbandonati e destinati alla speculazione immobiliare se non al degrado e all'abbandono

Nella nostra città la politica dell'amministrazione Filippeschi non ha restituito all'uso comune spazi abbandonati , nonostante giuristi e costituzionalisti abbiano spiegato che sarebbe possibile e perfettamente coerente con il dettato costituzionale.

Una scelta , quella del Sindaco, che va ad aggiungersi ai silenzi degli amministratori verso le istanze di chi perde lavoro, alle varianti urbanistiche destinate ad arricchire solo gli immobliaristi e alla creazione di un clima in città dove la fobia dell'ordine pubblico diventa sinonimo di distruzione di ogni spazio sociale di aggregazione, di ogni rivendicazione e pratica di riappropriazione

Per queste ragioni i Cobas saranno in piazza per il Municipio come sono a fianco degli occupanti di casa e dei movimenti per i beni comuni

 

Il Distretto di Economia Solidale Altro Tirreno (DESAT) partecipa e invita tutti i suoi soci e socie a prendere parte alla manifestazione del 16 Novembre 2013

La storia del Colorificio è quella di una multinazionale che arriva su un territorio "lo saccheggia" e se ne va, abbandona "rifiuti", lascia dietro di se un po' più di povertà , lascia spazi inutilizzati in attesa di nuove speuculazioni. E' la storia di un'amministrazione silenziosa che non risponde agli appelli dei suoi cittadini, non riconoscendoli soggetto politico.

E' la storia di una società  civile responsabile, creativa e intraprendente, che si organizza per ricostruire comunità  e rispondere al disagio sociale e ambientale che avanza giorno dopo giorno. Una cittadinanza che dimostra una grande competenza relazionale e di gestione del conflitto, una grande capacità  di fare rete, che chiede cambiamento con pratiche nonviolente .

L'assemblea DESAT del 9 Novembre ha lanciato la volontà  di far nascere la Mag Tirreno (Mutua auotogestione) una cooperativa finanziaria che agisce come strumento di finanza critica ed etica con l'obbiettivo di rimettere il denaro al servizio delle persone. La Mag può arrivare là dove altri strumenti di finanza etica non arrivano, sostenendo - tra le realtà  socie del DESAT - anche "esperienze di frontiera", quali ad esempio quelle nate in spazi pubblici o privati, occupati dalla cittadinanza perchè abbandonati e svuotati della loro funzione sociale, superando gli ostacoli che di norma pongono le Banche in termini di merito e solvibilità. In particolare, considerata la valenza politica e sociale dello specifico movimento di liberazione dell'ex colorificio di Via Montelungo a Pisa, si ritiene che lo strumento della Mag possa ritenersi in sintonia con la Carta dei valori del Desat per finanziare eventuali attività produttive che in questo luogo, si spera, potranno essere ripristinate.

 

LE ADESIONI

 

 

 

IL VIDEO DELLO SPOT

 

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