"In Toscana c’è domanda di formazione: vogliamo farla diventare un punto di forza del nostro lavoro al servizio dei comuni e delle comunità toscane attraverso un’agenzia che non si aggiunge alle altre, ma che offre qualcosa in più attraverso la conoscenza di direttrici nuove”. Con queste parole Alessandro Pesci, Segretario generale di Anci Toscana, ha aperto stamani a Firenze il convegno “Il futuro in gioco. Nuovi percorsi per la formazione: la conoscenza al servizio dei territori”, che ha visto la presenza di esperti di livello internazionale di processi formativi innovativi e di rappresentanti regionali e nazionali del mondo della formazione e delle politiche del lavoro. Il prestigioso appuntamento ha voluto essere, infatti, come ha sottolineato Pesci, un’occasione “per uscire dai noi stessi: non solo dai nostri territori, guardando alle esperienze più avanzate che si sviluppano all’estero, ma anche dal mondo degli enti locali. Vogliamo essere partner del complesso processo di riforma e ristrutturazione del sistema Paese”.
Al centro delle riflessioni un tema molto sentito in tempo di crisi: come preparare il futuro in modo intelligente. Ne ha parlato David Beurle, fondatore di Future IQ Partners (Australia), esperto e consulente di processi di programmazione territoriale sviluppati in vari paesi del mondo. Il futuro non si indovina, ma lo si può costruire partendo dal porsi delle domande precise, cogliendo quali sono le sfide principali del presente, chiedendosi qual’è il futuro atteso e quello desiderabile e analizzando le conseguenze misurabili nel tempo delle scelte che facciamo. In estrema sintesi è la metodologia degli scenari di previsione, che consente di prevedere gli scenari plausibili del futuro di un territorio a dieci, venti o trenta anni. Una domanda, quella sul futuro, che chiama in causa prima di tutto l’agire politico, perché i futuri possibili sono molti in base alle decisioni prese o non prese. Ma che richiede anche la partecipazione e l’impegno delle comunità nel loro insieme nel contribuire a prendere una direttrice piuttosto che un’altra. Il convegno ha presentato anche esperienze di strategie di sviluppo condivise sperimentate all’estero come quella di West Cork, nel sud ovest dell’Irlanda, illustrata da Celine Beurle di Future IQ Partners.
Pensare al futuro non può prescindere dalla sostenibilità e dal pensiero alle risorse del pianeta. Nella sessione mattutina è stato presentato da Tanja Scheelhaase, ricercatrice tedesca, Cradle to Cradle, (letteralmente “dalla culla alla culla”), una filosofia che diventa prassi tecnologica e produttiva: la parole d’ordine sono riduzione, riciclo e riuso dei materiali dei nostri consumi quotidiani, con l’idea di fondo che i rifiuti devono essere come… cibo, in un’economia circolare che guarda anche all’equità sociale. La sfida, come ha evidenziato Paolo Santinello di Klink Srl, partner di Future IQ, è collegare ipotesi “grandi” ai nostri territori, cercando soluzioni locali di qualità, accorciando il divario tra futuro atteso e desiderato.
Strategie, territorio, formazione, criteri regionali condivisi sono state le parole chiave anche della sessione pomeridiana del convegno, che si è aperta con l’intervento di Carla Ciampi di Isfol e la presentazione dei dati di una ricerca sugli strumenti e le azioni sviluppate dalle Regioni per l’innovazione a partire dall’utilizzo dei fondi FSE.
Sono intervenuti inoltre Gianni Agnesa di Formez, Walter Tortorella di IFEL – Istituto Finanza Enti Locali, e infine per la Regione Toscana il Dirigente del Settore Formazione Gabriele Grondoni e l’assessore Gianfranco Simoncini.
Formazione e fondi Ue: Toscana all'appuntamento con la riforma del sistema
L'attività di formazione è cruciale per lo sviluppo della Toscana e per questo la Regione vi dedica particolare attenzione. Lo ha detto l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nel suo intervento al convegno promosso da Anci Toscana "Il futuro in gioco". In particolare, l'assessore è intervenuto sul tema delle politiche formative nella nuova programmazione dei fondi 2014-2010.
"Il Fondo sociale europeo – ha detto l'assessore - è stato e continuerà ad essere lo strumento principale per quanto riguarda l'investimento sul capitale umano e quindi per le politiche formative, che costituiscono una parte importante delle attività finaziate dal programma operativo regionale del fondo. Non solo. In questi anni di crisi l'Fse è stato lo strumento principale che ha permesso la tenuta sociale, con gli interventi sulla cassa integrazione in deroga e per l'orientamento dei lavoratori e delle lavoratrici espulse dal mercato del lavoro. E' uno strumento di cui non potremo fare a meno, nemmeno in futuro e per questo stiamo lavorando, sia nei confronti del governo nazionale che della commissione europea, per riuscire a determinare quanto prima i contenuti del nuovo programma regionale".
L'assessore ha sottolineato il fatto che, nonostante le performance della formazione professionale in Toscana siano migliori rispetto a quelli di altre regioni, la Regione ha deciso comunque di mettere mano ad una profonda riforma del sistema, con l'obiettivo di renderla più adeguata alle esigenze di competitività ed innovazione del sistema produttivo e più legata al fabbisogno dei territori. "I dati sulla formazione in Toscana – ha spiegato Simoncini – mettono in luce che la partecipazione e i risultati occupazionali sono migliori rispetto alla media nazionale. Ma la necessità di rendere la nostra economia più competitiva e reattiva rispetto alla crisi in atto ci ha spinto ad una riflessione che ha coinvolto tutti i soggetti del settore, con l'obiettivo di far fare al sistema della formazione professionale un salto di qualità ulteriore, legandolo sempre di più alle esigenze del sistema produttivo toscano. Dopo che il Consiglio Regionale avrà discusso il documento approvato qualche settimana fa dalla giunta, si aprirà il confronto con le parti sociali e con gli enti locali per arrivare alla definizione puntuale della proposta di legge".
Saranno i poli formativi territoriali il fulcro attorno al quale ruoterà il nuovo sistema toscano della formazione professionale. Questi centri di formazione regionale tematici, dovranno essere al centro di una rete che veda la sinergia fra istruzione tecnica e professionale, organismi di formazione, università e centri di ricerca ed innovazione, imprese e sindacati. "I centri formativi, su base territoriale – ha proseguito – saranno il punto di riferimento per un'offerta formativa stabile, in un'ottica di medio lungo periodo e su ambiti di intervento definiti in forte integrazione con le necessità del sistema economico toscano nelle sue diverse specializzazioni. A questo, che sarà il canale principale, si affianca un secondo canale, più legato alle esigenze del breve periodo, costituito dalla messa a bando delle attività di volta in volta necessarie a completare l'attività formativa dei poli. Un terzo canale, sarà, infine, quello dell'offerta da catalogo, riservata alla domanda individuale di crescita professionale dei singoli cittadini. I tre canali saranno parte integrante di un'unica offerta formativa pubblica, riconoscibile e trasparente, basata su una valutazione seria di fabbisogni e risultati".
Saranno quindi rivisti sia il sistema di governance della formazione pubblica, con l'obiettivo di affidare alla Regione la determinazione delle scelte programmatiche fondamentali attraverso una lettura dei fabbisogni espressi dai territori, sia le modalità di accreditamento degli organismi formativi, snellendo il carico burocratico ma accrescendo le garanzie per gli utenti e semplificando i controlli. A questi due temi, si aggiunge quello della certificazione delle competenze, che sarà sviluppato anche in sintonia con il sistema nazionale.
Fonte: Ufficio stampa Anci Toscana, Regione Toscana
