Fiera, Galli: "Il presidente Brotini non sia fatto fuori per diatribe interne al Pd"

Antonio Brotini
Questo l’intervento del capogruppo di Lista Galli Cittadini per Firenze Giovanni Galli sulle richieste di dimissioni presentate ad Antonio Brotini, il patron del calzaturificio Pakerson di Cerreto Guidi e pressidente di Firenze Fiera.
“Lunedì scorso in consiglio comunale si è verificato un precedente su cui noi, come principale gruppo di opposizione a Palazzo Vecchio, non intendiamo soprassedere.
Il Vice Capogruppo del PD, il Cons. Bassi, ha infatti proposto alle forze politiche presenti una variazione dell'ordine dei lavori, chiedendo di discutere e votare un atto (formulato a seguito di una sua comunicazione) in cui si esprimeva la sfiducia al Presidente della Società partecipata Firenze Fiera.
Il mio Vice Capogruppo Sabatini ed il consigliere Semplici hanno espressamente manifestato il diniego alla proposta del PD, motivando anche largamente tale presa di posizione. Purtroppo, questa vicenda delegittima gravemente il ruolo del presidente del consiglio Giani. Non solo non si è comportato da Presidente di tutte le forze politiche fiorentine, ma soprattutto non ha fatto rispettare il Regolamento, compito a lui demandato ai sensi dell'articolo 3 comma 1.
Pertanto ho dato mandato al collega Semplici di chiedere attraverso la Commissione Affari Istituzionali di cui è membro, e quindi all'Ufficio di Presidenza, la verifica della procedura di messa in votazione che, a nostro avviso, è da ritenersi nulla.
Tale vizio di forma, va ad aggiungersi agli esiti del recente Consiglio di Amministrazione della società in oggetto. Mi è giunta notizia che prima dell’inizio della seduta del cda di venerdì scorso, sia stato richiesto di inserire all’ordine del giorno le dimissioni del Dott. Brotini. Richiesta respinta dal cda stesso in cui siede anche un rappresentante del Comune di Firenze, che ha anch’egli avallato questa scelta. Pare evidente quindi che il grande sconfitto in questo caso sia il PD fiorentino, su tutta la linea.
Le motivazioni con cui il Gruppo del PD in consiglio comunale ha voluto sfiduciare Brotini sono tre: a) Prospettiva manifestata di licenziamento di 13 dipendenti. b) Eccessive spese di rappresentanza. c) Pagamento di 3 multe attraverso la carta di credito aziendale. La nostra posizione è: ascoltare l'Assessore alle Partecipate Petretto (che ancora curiosamente non si è espresso), e anche capire il perché si sia aspettato 4 anni e mezzo per giudicare la governance non all'altezza.
Da parte nostra non intendiamo fare la difesa di ufficio di Brotini, ma neanche subire le conseguenze di una diatriba politica interna al PD, tra quello alla Regione che ha nominato il presidente e quello in Comune pronto a delegittimarlo.
Brotini sia giudicato sui risultati del suo operato dagli organi competenti in materia”.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa