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Le proibizioni anti-straniero del Sinkiang (Cina)

Cina - Sinkiang (foto Roberto Regini)

Il programma del mio ultimo viaggio in Asia centrale, dopo aver attraversato prima il Tajikistan e poi il Kirghizistan, prevedeva di trascorrere un mese in Cina nella regione del Sinkiang e di tentare di raggiungere il campo base nord del K2, la seconda montagna del pianeta in ordine di altezza.

Sapevo che sarebbe stato un luogo molto difficile da raggiungere, ma certo non avevo idea di ciò che mi attendeva in questa particolare regione, abitata da una mescolanza di popoli come uiguri, kirghizi, kazachi, tartari ed altre etnie, tutte di discendenza turco-musulmana, eccetto una minoranza cinese in forte crescita negli ultimi anni.

Durante il tentativo di raggiungere il villaggio da dove avrei iniziato il cammino, dopo una non facile ricerca di un passaggio, visto che l'unico autobus pubblico ammette solo chi è in possesso di un documento cinese, sono stato bloccato al primo modernissimo posto di blocco di militari, ben perquisito e rispedito indietro o meglio, in caserma.

La strada che stavo percorrendo, a distanza di ben 550 chilometri da dove sono stato fermato, entra in Tibet, quindi proibita agli stranieri se non unendosi ad un gruppo organizzato da una “agenzia cinese”.

Questo è stato solamente l'inizio di ciò che avrei appreso, anche da altri turisti stranieri, durante il proseguimento del viaggio.

Per entrare nel paese, attraverso la frontiera con il Kirghizistan, ho condiviso un taxi collettivo con un giapponese ed un americano. Siamo stati noi gli unici stranieri di passaggio quella mattina sul confine e siamo stati noi gli unici fermati per due ore e mezza ad un primo controllo. Solo al termine abbiamo capito che i nostri passaporti non sono mai stati neanche aperti. Durante il fermo non abbiamo neppure avuto il permesso di andare al bagno ed atteso fino al successivo controllo distante quattro ore, dove ci hanno anche finalmente timbrato i passaporti.

Un altra dogana con il Kirghizistan è stata chiusa tre giorni prima della festa nazionale della repubblica cinese del primo ottobre e per i seguenti dieci giorni, senza nessun preavviso e senza spiegarne la ragione.

Per la durata di circa un mese e mezzo, tutte le ambasciate e consolati cinesi dei paesi confinanti appunto con la Cina, avevano smesso di emettere visti turistici, ancora una volta senza dichiararne il motivo.

Un altro confine, stavolta con il Tajikistan, è chiuso permanentemente agli stranieri sul lato cinese, tajiki esclusi; chi ne sa il perchè, me lo faccia sapere, grazie.

Tutti gli alberghi, ostelli e qualsiasi altro luogo di pernottamento, devono richiedere speciali permessi per ospitare stranieri e dichiarare il loro arrivo, specialmente per certe nazionalità. Al momento del mio viaggio, particolarmente richiesti gli spostamenti di americani e kazachi. Questo fa si che non sia facile trovare una sistemazione. Sia in grandi che in piccole città, spesso mi sono trovato davanti proprietari di alloggi terrorizzati alla vista di uno straniero sulla loro porta.

Una volta me ne stavo tranquillo sdraiato su una panchina all'ombra in un parco riparandomi dalla calura e sono stato avvicinato da due poliziotti, che a gesti naturalmente, mi hanno fatto capire che potevo starmene lì solamente seduto!

Personalmente non ho mai visto un centro internet e quando vi era una connessione wi-fi nel posto dove alloggiavo, i vari facebook, twitter, youtube, wordpress, blogspot e molto altro ancora, erano oscurati, o meglio: ”sito inesistente”.

Concludo precisando che, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare dopo aver letto fino adesso, durante tutto il mio viaggio in questa interessante regione, ho conosciuto delle persone splendide, oneste, raramente vi è la necessità di trattare sui prezzi anche nei mercati locali più spartani.

Soprattutto i giovani studenti delle grandi città, i quali iniziano a masticare un buon inglese, hanno tanta voglia di conoscere persone provenienti da altri paesi e conoscere culture diverse dalla loro, visto che non sono neppure a conoscenza dei nomi dei paesi confinanti con il suo!

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Roberto Regini

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