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Il Polo Museale: "Ottocentomila euro da affitto a privati nel 2012". Replica al servizio di Report

Un fotogramma del servizio di Report

In seguito alla messa in onda su RaiTre del servizio dal titolo “Il prezzo e il valore” (a firma Giuliano Marrucci) nella puntata di lunedì 28 ottobre 2013 di “Report”, corre l’obbligo di far presente che alcuni dati e argomenti sono stati esposti in modo parziale o sono stati interpretati con effetti lesivi sulla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino e su chi la dirige.

Si segnalano pertanto le seguenti precisazioni:

a) “Affitto” dei beni culturali per iniziative private. La concessione in uso di spazi a terzi per eventi brevi è stata presentata come se fosse una peculiare usanza del tutto fiorentina mentre certamente non lo è, come dimostra una ampia casistica nazionale, resa nota dai media anche con interviste ad altri Soprintendenti e Direttori. Né viene richiamato il quadro normativo nel cui ambito ogni Soprintendente, fin dal varo della c.d. Legge Ronchey (n. 4 del 14 gennaio 1993), è legittimato ad assumere decisioni in merito.

Si tratta della normativa comune a tutti gli uffici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che all’articolo 5 ter prevede che: “Il Ministero per i beni culturali e ambientali può concedere l’uso dei beni dello Stato che abbia in consegna senza alcun’altra autorizzazione. I competenti organi del Ministero per i beni culturali e ambientali determinano il canone dovuto per l’uso dei suddetti beni, che il concessionario deve versare prima dell’inizio dell’uso. Il soprintendente competente provvede al rilascio delle relative concessioni”.

In aggiunta a ciò, l’articolo 18 del Decreto del MiBAC del 31 gennaio 1994 n. 171 dispone: “Le concessioni relative all’uso strumentale e precario dei beni in consegna al Ministero sono rilasciate, fatte salve le vigenti disposizioni sui diritti spettanti agli autori, dai capi d’istituto e sono subordinate al versamento di canoni e corrispettivi determinati ai sensi del tariffario adottato con decreto del Ministro di concerto con il Ministro delle Finanze”.

Successivamente, l’articolo 106 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei beni culturali” ha previsto: “Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono concedere l’uso dei beni culturali che abbiano in consegna, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale, a singoli richiedenti. Per i beni in consegna al Ministero il soprintendente determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento”.

Alla luce di tale normativa questa Soprintendenza ha elaborato, già da tempo, una procedura finalizzata alla concessione in uso temporaneo di beni in consegna alla Soprintendenza a terzi che ne facciano richiesta, che si articola nei seguenti passaggi:

b) Non è stata data alcuna informazione sulle caratteristiche di questi atti concessori, in particolare circa le prescrizioni di tutela imposte al concessionario. Poiché la tutela dei luoghi e dei beni è una priorità per la Soprintendenza, se essa non appare garantita la concessione può essere negata, come varie volte è accaduto.

Infatti, come previsto dalla sopra citata Circolare 85 del 4 marzo 2010 (“Attività eseguite nell’ambito di contratti e convenzioni per conto terzi”) a firma del Segretariato Generale, durante gli eventi, le sedi museali sono vigilate dal personale della Soprintendenza e presidiate da funzionari responsabili, affinché gli accordi siano rispettati. Da sottolineare che questo genere di eventi non provoca la chiusura di spazi museali, in quanto vengono sempre effettuati a museo chiuso e non durante l’orario di apertura. Essi dunque non sottraggono niente al pubblico ordinario né ai soggetti destinatari di visite speciali (diversamente abili etc.) e di iniziative educative (scolaresche, famiglie ecc.), mentre offrono opportunità di visita in orari alternativi e con modalità che complessivamente configurano esperienze gradevoli. Gli eventi realizzati con la formula della concessione in uso, infatti, valorizzano e diffondono la conoscenza e l’apprezzamento dei musei anche fra un pubblico abitualmente meno interessato. Nel 2012, solo durante eventi ospitati nei musei del Polo Museale Fiorentino, si sono registrati circa 80mila visitatori in più rispetto alle presenze durante le aperture ordinarie.

c) Non è stato fatto cenno all’impiego degli introiti da concessioni in uso. Essi vengono destinati ad iniziative di conservazione, di tutela e di valorizzazione dei beni culturali, nonché all’incremento delle aperture dei musei.

Se oltre la funzione informativa ed educativa consideriamo la dimensione finanziaria, si rileva che tali eventi non solo contribuiscono all’economia della città e del territorio - generando indotto nella ristorazione, nel settore alberghiero, nel terziario e nei servizi - ma assicurano alla Soprintendenza anche entrate direttamente provenienti dai canoni di concessione (che nell’anno 2012 hanno raggiunto la cifra di circa 800mila euro) inseribili nel bilancio. Tali introiti consentono di restaurare e garantire la manutenzione di beni, in aggiunta ai programmi ordinari e straordinari, e di incrementare le aperture dei musei stessi.

Le informazioni sopra riportate sono state omesse nel servizio messo in onda, sebbene le vigenti leggi sull’informazione presuppongano che le notizie fornite nell’esercizio del diritto di cronaca siano vere, o quanto meno seriamente accertate da parte del giornalista, e siano riportate in modo completo. Il che vale anche nel caso in cui si intervistino terze persone, a maggior ragione se l’intervista è diffusa in differita, come è accaduto durante la puntata di “Report” dello scorso 28 ottobre. Anche in questo caso sussiste per il giornalista l'obbligo di controllare la veridicità di quanto dichiarato dall’intervistato.

d) Le dichiarazioni del professor Tomaso Montanari.

Nella puntata di “Report” del 28 ottobre 2013, il servizio di Marrucci ha fatto da cassa di risonanza a varie dichiarazioni del professor Montanari – unico intervistato – contenenti informazioni parziali o distorte.

A tale scopo si riporta un passaggio di detta relazione:

In sintesi, la manifestazione ha avuto un molteplice scopo sperimentale, articolato come segue:

A giudizio della scrivente e dei promotori, direzione del Museo e KHI, tale scopo articolato è stato raggiunto.

La manifestazione, essendo organizzata e gestita direttamente dalla Soprintendenza per fini appartenenti alla propria missione culturale nell’area della valorizzazione, aveva carattere istituzionale e quindi non soggetto al disposto della ex-legge 4/93.

E’ dunque da respingere fermamente l’interpretazione malevola e strumentale secondo la quale l’evento sarebbe stato organizzato “per” il compleanno della sottoscritta.

Firenze, 19 luglio 2010.

Da allora, gli “Amici di Casa Martelli” sono stati costituiti, unendosi a quelli del Museo Davanzati a formare un’associazione specialmente dedita a queste due case-museo, cui viene così offerto un valido sostegno. Il programma culturale che aveva avuto un momento sperimentale nel maggio 2010 si è realizzato con una varietà di eventi (se ne possono contare oltre 120 da allora sino alla fine di ottobre 2013 tra concerti, spettacoli, conferenze, convegni, presentazioni di libri, visite guidate, ecc.) che conferiscono al museo la qualificata vitalità culturale che si auspicava. Si ritiene che gli obiettivi individuati nel maggio 2010 siano stati raggiunti.

Appare quindi evidente che i conduttori dei minivan, di propria iniziativa, hanno parcheggiato in anticipo rispetto all’orario pattuito, nonostante gli accordi chiaramente stabiliti in via preventiva con le Soprintendenze.

e) Le dichiarazioni della giornalista Milena Gabanelli.

In coda al suddetto servizio, la giornalista Milena Gabanelli ha fatto riferimento alla richiesta della procura presso la Corte dei conti di un risarcimento di 600mila euro “per aver fatto sborsare allo Stato 3 milioni e 250mila euro per un Crocifisso del Michelangelo che ne vale 85mila secondo il responsabile scultura di Christie’s interpellato dalla Corte”, tacendo sulla incompetenza dell’addetto della casa d’aste (la cui valutazione è stata ritenuta “del tutto inattendibile” dal collegio giudicante, anche perché il suo curriculum vitae non annovera pubblicazioni su Michelangelo, come del resto quelli di molti tra coloro che in tutti questi anni hanno elevato critiche all’acquisto dell’opera in questione), ma soprattutto sulla intervenuta assoluzione, nel settembre scorso, del Soprintendente Cristina Acidini e degli altri cinque tra funzionari MiBAC ed esperti coinvolti nella vicenda, la cui fase processuale si era aperta nel 2010.

Il tema trattato nella puntata, ovvero l’utilizzo di luoghi pubblici della cultura da parte di soggetti privati, è da tempo al centro del dibattito negli organi d’informazione, in cui si confrontano visioni molto diverse. Si va dall’invito pressante a potenziare, nei beni culturali, le capacità di generare direttamente reddito, alla critica pesante nei confronti di tali attività di accoglienza, pur regolari ai sensi della normativa vigente. E’ da auspicare che il servizio pubblico, entro la propria missione di offrire un’informazione imparziale, non riconduca la complessità degli argomenti ad una sola visione e ad una sola voce.

Fonte: Opera Laboratori Fiorentini Spa - Civita Group

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