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Difesa del suolo, agricoltura e biodiversità. Al convegno pre Tartufesta l'onorevole Cenni: "Abbiamo ancora risorse straordinarie sulle quali investire”

Il convegno che si è tenuto a Montaione (foto gonews.it)

Il convegno che si è tenuto a Montaione (foto gonews.it)

Difesa del suolo, agricoltura e biodiversità. Sono stati i temi al centro della tavola rotonda organizzata venerdì 25 ottobre a Montaione come anteprima di una delle manifestazioni più importanti del territorio la “Tartufesta” che si sta svolgendo in questo week-end.

A moderare gli interventi  il vice sindaco Cristiano Rossi che ha salutato e ringraziato i presenti sottolineando l’impegno delle tante persone che si adoperano per la riuscita di questa iniziativa che “rappresenta l’essenza del Comune e più in generale  rappresenta un territorio sul quale investiamo per migliorarlo, garantirlo e renderlo sempre più vivibile”.

“Un momento di riflessione, come ha detto il sindaco Paola Rossetti, che consente all’amministrazione il confronto con altri soggetti consapevoli che “il fare insieme”-  soprattutto con le associazioni di categoria e gli operatori- permette di fare progressi in termini di sviluppo e innovazione del territorio”.

Al centro degli interventi i il mantenimento dei terreni che, a causa dei cambiamenti climatici, accentuano un problema di degradazione dei suoli.

Il convegno che si è tenuto a Montaione (foto gonews.it)

 

Del resto l’agricoltura, come ha sottolineato l’On. Susanna Cenni-  che in questi anni ha presentato alcune proposte di legge con al centro la biodiversità e la tutela dell’agricoltura- è il primo comparto a subirne le conseguenze poiché “la produttività dipende in modo diretto da condizioni meteorologiche incontrollabili come quelle avvenute in questi giorni”.

Il territorio di Montaione è stato bene  descritto dal punto di vista storico da Riccardo Gucci docente di coltivazioni arboree all’Università di Pisa: “ Un territorio con paesaggi vari, le crete, i mattaioni, le dolci colline e i boschi.  In queste zone si è sviluppata la tecnica agonomica con Giovan Battista Landeschi, Francesco Chimenti e la scuola di Meleto con Cosimo Ridolfi che fecero delle grandi innovazioni. Da qui riusciamo a comprendere l’importanza di affrontare problematiche quali l’erosione o il degrado e di quanto sia fondamentale avere un presidio dei territori per tutelarli e preservarli”.

Da esperienze locali come quella di Montaione, con interventi anche da parte della Cia del Circondario e dalla Cooperativa Pegaso che hanno portato il loro contributo al dibattito-  fino alle principali questioni legate al settore agricolo, con attenzione al tema della filiera corta e agli scenari aperti dall’impatto della Pac 2014-2020 sull’intero sistema.

A parlare di una esperienza importante nel territorio comunale è stato Marco Soldani, agronomo della Tenuta di Castelfalfi e che ha visto l’amministrazione impegnata in questo progetto fin dal 2007 quando  l’intera proprietà venne rilevata dal colosso tedesco del turismo TUI, rilanciando anche l’azienda agricola.

“Castelfalfi è una esperienza che può essere “motore” anche di altri contesti poiché  abbiamo interpretato lo sviluppo come opportunità di rilancio del territorio, abbiamo messo insieme la ricerca e la produzione agricola, diversificando e potenziando i terreni  anche grazie alla collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la collaborazione con l’Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria di Pisa per la filiera olivicolo-oleicola”.   Di recente impianto sono anche circa 1600 olivi delle varietà Frantoio, Leccino, Leccio del Corno e Pendolino gestiti secondo criteri moderni, che insieme agli oltre 8000 olivi tradizionali costituiscono il patrimonio olivicolo della Tenuta.

Anche da questo si può capire quanto sia importante la biodiversità, come ha evidenziato  Rita Turchi funzionario della Regione Toscana: “La tutela della biodiversità in agricoltura è uno dei più importanti impegni che la Regione Toscana si è assunta già dal 1997 con la prima legge regionale sulla tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agricolo, zootecnico e forestale.   I prossimi 5-7 anni di contributi saranno legati alla realizzazione di una tutela del territorio inteso come suolo, acqua, biodiversità. Misure in grado di dare risposte alle azienda agricole anche in conseguenza ai cambiamenti climatici che sono avvenuti in questi anni”.

“ Abbiamo ancora risorse straordinarie sulle quali investire, ha dichiarato l’On. Susanna Cenni, e che vanno messe a sistema. L’agricoltura è e può interpretare un ruolo strategico nel rilancio economico del nostro Paese. Nonostante i numeri che ne descrivono una tenuta migliore dal punto di vista occupazionale rispetto ad altri settori, questo comparto incontra ancora grandi difficoltà legate a diversi fattori.  Dobbiamo investire quindi sulle nostre peculiarità, sulla dimensione territoriale,  sulle comunità, sull'agricoltura. Questi sono i temi sui quali continuare a lavorare”.

Il convegno che si è tenuto a Montaione (foto gonews.it)

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