Nicola Nascosti (PdL - Forza Italia): "Peretola, la verità che fa male alla sinistra, e la Toscana rischia di non decollare"

Nicola Nascosti
Il consigliere regionale Nicola Nascosti interviene con questa dichiarazione nel dibattito politico regionale sul futuro dell'aeroporto di Peretola.
All’indomani del voto in Consiglio Regionale sull’adozione della Variante al Piano Integrato del Territorio (PIT), cercammo di far capire all’opinione pubblica ed anche ad alcuni colleghi di partito quanto fosse forviante parlare di votazione determinante per il futuro dell’Aeroporto di Firenze, che ribadiamo essere elemento fondamentale ed indispensabile per lo sviluppo dell’intero territorio toscano.
Dicemmo all’epoca che la variante al PIT era talmente piena di vincoli ambientali e di costi nascosti che invece di rendere possibile il potenziamento dello scalo aeroportuale di Firenze, in realtà celava mille trabocchetti che di fatto rendevano l’opera infrastrutturale irrealizzabile ed economicamente insostenibile. Ma non solo. Della proposta della Giunta ci permettemmo, senza successo, di sollevare anche ulteriori obiezioni e cioè: la non indispensabilità di prevedere una gestione pubblica della futura holding.
La stonata previsione, all’interno di un atto di programmazione territoriale, di un modello di gestione integrata dei due scali aeroportuali toscani, Pisa e Firenze. Un elenco interminabile di opere di mitigazione ambientale a carico di ADF e da realizzare prima che venisse messa in funzione la nuova pista. Una precisa e marcata volontà politica di influenzare e bloccare lo sviluppo urbanistico di Prato e, più in generale, la determinazione del Parco della Piana come vero elemento ordinatore di tutta l’area aeroportuale e non solo. Infine, l’assenza di valutazioni tecniche volte a garantire la massima tutela in termini di sicurezza di volo per i due milioni di passeggeri all’anno e le centinaia di membri dell’equipaggio di volo.
Una serie di errori concettuali e politici che a parer nostro avrebbero, come del resto oggi appare chiaro, causato un percorso lungo e pieno di ostacoli sia politici, sia strutturali, tipici di chi vuol continuare a discutere, nonostante una discussione trentennale alle spalle, piuttosto che cominciare a fare.
Non è passato neppure troppo tempo da quella votazione ed Enac (l’Ente che in Italia sovraintende alla realizzazione degli scali aeroportuali e che regola il traffico aereo) ha sommessamente fatto notare alla Regione Toscana come gli elementi, che incidono sulla tipologia dello scalo aeroportuale e delle infrastrutture tecniche presenti dentro la proposta di variante al Pit, non possono essere accettati in quanto di propria diretta ed inderogabile competenza.
Insomma è bastato poco per chiarire, anche agli occhi del più ingenuo degli osservatori, che il voto del Consiglio regionale non ha trovato una sintesi tecnica ed urbanistica realizzabile. C’era bisogno di concretizzare una reale programmazione urbanistica finalizzata ad un omogeneo ed armonico sviluppo degli aeroporti toscani e la Giunta del Presidente Rossi non c’è riuscita.
La sintesi della vicenda non sta lontana da un fatto: chi desidera veramente l’aeroporto di Firenze ed il suo sviluppo non poteva sostenere le proposte avanzate dalla Giunta regionale e da Rossi. Per questo motivo oggi il sistema aeroportuale toscano è davanti ad un bivio: o il Governatore accetta di rivedere la variante al PIT accogliendo le legittime osservazioni fatte dal Direttore centrale di Enac, che comporterebbero anche una revisione delle opere ambientali e di mitigazione previste nella prima versione della proposta, oppure non resta che una seconda via, se vogliamo evitare che Peretola diventi un “campo di patate”, e cioè si faccia carico il Ministero competente di considerare il Vespucci un opera strategica di interesse nazionale e di conseguenza, secondo quanto prevede l’art. 81 del DPR 616/1977, apra il tavolo della conferenza dei servizi al fine di valutare il progetto definitivo dell’ opera che verrà predisposto da ADF secondo quanto suggerito da ENAC. In questo modo la conferenza dei servizi potrà esprimere parere positivo al progetto e tale parere avrà la forza di sostituire ad ogni effetto gli atti di intesa, i pareri e le concessioni, anche edilizie, le autorizzazioni, le approvazioni, i nulla osta, previsti da leggi statali e regionali.
In poche parole davanti al fallimento della regione, non ci resta che appellarci al Ministro Lupi affinché, attraverso legittimi strumenti normativi di livello nazionale, si possa prevedere il potenziamento dello scalo fiorentino secondo i parametri tecnici proposti da ENAC.
Fonte: PdL gruppo consiliare regionale