Lorbac, Nocchi (PD) fa visita ai lavoratori: "Un'impresa non può operare senza tener conto della propria responsabilità sociale"

Un momento della visita del segretario provinciale del PD Francesco Nocchi all'assemblea permanente dei lavoratori del Lorbac
Stamani sono stato al presidio dei lavoratori del Lorbac, a Castelfranco di Sotto, insieme al vicesindaco Gabriele Toti, all’assessore Cristian Pardossi, a Domenico Contino della Cgil e al segretario del Pd Federico Grossi. Con loro abbiamo fatto il punto della situazione, che non è per nulla semplice. Quella del Lorbac è una vicenda significativa per il nostro territorio, a suo modo anche simbolica: chiama in causa direttamente il nostro sistema produttivo e conferma, ancora una volta, come un’impresa non possa operare senza tener conto della propria responsabilità sociale.
Il Lorbac è il più grande calzaturificio del Valdarno Inferiore, ha 63 dipendenti e un indotto che tiene in piedi decine di famiglie. È anche un marchio prestigioso, con una storia e un valore sul mercato. Eppure la proprietà ha deciso di chiudere, di non partecipare ai tavoli di confronto e di non permettere l’attivazione degli ammortizzatori sociali. I lavoratori che abbiamo incontrato stamani non ricevono lo stipendio da 3 mesi. Li ho invitati a rimanere uniti e ad avere fiducia nell’iniziativa dei sindacati e delle istituzioni, ma la loro rabbia è comprensibile e giustificata.
La proprietà si sta comportando in maniera inaccettabile, non possono sparire così di fronte alle loro responsabilità. O, peggio, far finta di non averne. Per di più in un territorio in cui le istituzioni non hanno mai fatto mancare il sostegno alle imprese.
Da parte nostra, come Partito Democratico, abbiamo seguito questa vicenda fin dall’inizio e lo faremo sempre. L’attenzione è massima, sia a livello politico che istituzionale. Sono in campo la Provincia (con l’assessore Turini e il presidente Pieroni), la Regione (con i consiglieri Tognocchi e Ferrucci, l’assessore Simoncini e il presidente Rossi) e il Governo (che ha dato disponibilità al confronto rispondendo all’interrogazione della senatrice Gatti). Non possiamo in alcun modo accettare che cali il silenzio sulla sorte dei lavoratori e che si mandi al macero un’azienda così importante. “Lorbac non deve chiudere” hanno scritto i lavoratori nel loro striscione. Concordo e rilancio: non solo il Lorbac non deve chiudere, ma si deve fare tutto il possibile per garantire l’esistenza di questo marchio e la continuità della produzione, con o senza gli attuali proprietari. Certo che alcuni gesti si dovrebbero evitare. Ieri i lavoratori hanno visto i camion, autorizzati dal Tribunale di Pisa, caricare la merce ancora in lavorazione e portarla in un altro calzaturificio, dove verrà ultimata.
Tutto legale, certo. Ma è avvilente, per lavoratori che da 3 mesi non ricevono un euro, vedersi sfilare davanti camion con commesse che avrebbero potuto eseguire anche loro. Non va bene. Non va bene soprattutto nel pieno di una vertenza difficile con i lavoratori in lotta. Così sale solo la tensione. E risulta ancora più chiaro da che parte deve stare il Pd: accanto ai lavoratori. È lì il nostro posto.
Francesco Nocchi, segretario provinciale PD Pisa