Lorbac, i sindacati ora passano alle accuse e avvertono: "Pronti a chiedere un incontro con il Ministero per evitare la mobilità"

"Se constateremo che il tavolo provinciale faticasse a trovare una soluzione che eviti la mobilità chiederemo immediatamente un incontro al Ministero del lavoro". Ad annunciarlo è Domenico Contino, presidente della Camera del Lavoro della zona del Cuoio. La vicenda naturalmente è quella del calzaturificio Lorbac di Castelfranco di Sotto, che questa mattina (giovedì 24 ottobre) è stata caratterizzato da un evento che ha fatto scoppiare la rabbia dei sindacati e dei lavoratori, i quali hanno deciso di portare avanti l'assemblea permanente fino alle 20.00 di stasera, sostando davanti ai cancelli della fabbrica con tanto di striscioni e bandiere del sindacato. Cgil e Cisl, dopo aver parlato con i lavoratori nella mattinata direttamente davanti ai cancelli del Lorbac, nel pomeriggio hanno convocato a Santa Croce sull'Arno una conferenza stampa per fare il punto della situazione, ricostruire la vicenda e rivelare nuovi particolari.
Il camion e l'inseguimento dei sindacalisti. La rabbia dei lavoratori e dei sindacati è scattata dopo che si è diffusa la seguente notizia: un camion è stato visto caricare delle merce da lavorare nel piazzale del Lorbac per poi lasciare il piazzale della fabbrica. La destinazione, accertata dagli stessi sindacalisti che hanno seguito il camion, è stata un altro calzaturificio della zona. Questo perchè il tribunale di Pisa ha autorizzato la fuori uscita dal Lorbac delle lavorazioni in giacenza per ultimarle all'esterno. Secondo quanto riportato da Domenico Contino della Cgil, l'operazione sarebbe tesa a dare maggiore valore a tutto il 'patrimonio' del Lorbac nell'ambito della procedura di concordato. Cosa, questa, che a Contino sarebbe stata riferita dal commissario dell'azienda.
Il sindacalista messo in ferie forzate. "Purtroppo esiste un antefatto a quanto successo questa mattina - ha spiegato Domenico Contino durante la conferenza stampa - . Nella procedura di concordato è previsto che a lavoro rimangano alcune figure come per esempio il direttore della produzione, il responsabile amministrativo e altre tipologie. Una di queste è un rappresentante sindacale - ha proseguito Contino - e guarda caso una settimana fa, dopo il nostro incontro in Regione, è stato messo in ferie forzata. Noi pensiamo che ciò sia avvenuto per evitare che il sindacato potesse avere certe informazioni, come per esempio quella della decisione di far eseguire a terzi il lavoro in giacenza all'interno dell'azienda. Allora l'obiettivo quale è - ha sottolineato Contino - quella di evitare che il sindacato possa svolgere il suo ruolo tenendolo all'oscuro delle cose?".
Le motivazioni che non 'tornano'. Cgil e Cisl esprimono forte perplessità sui presunti vantaggi economici derivanti dall'ultimazione delle lavorazioni in giacenza da parte di terzi. "Ci è sempre stato detto che i soldi non ci sono e che quindi il lavoro non poteva riprendere perchè gli operai non potevano essere pagati - ha detto ancora Domenico Contino - ora però si decide di affidare il lavoro a terzi ma allora viene da pensare che invece i soldi ci siano, perchè certamente chi ha preso in carico le lavorazioni del Lorbac non lo farà gratuitamente". Altre cose ci sono poi da chiarire secondo i sindacati: "ci è sempre stato detto che il lavoro, anche volendo, non poteva riprendere per la mancanza di energia elettrica - ha rivelato Contino - ma noi spesso abbiamo visto le luci accese all'interno e sappiamo che attualmente si sta svolgendo un lavoro di inventariato con mezzi informatici. Detto questo, crediamo che ora ci sia anche bisogno di chiarezza quando ormai siamo prossimi alla convocazione del tavolo provinciale".
Il tavolo provinciale e i tempi che stringono. La prossima settimana dovrebbe arrivare la convocazione del tavolo provinciale di trattativa per evitare la messa in mobilità dei lavoratori. Da una parte i sindacati e dall'altra i rappresentanti della proprietà con il commissario. Nel 'mezzo' la Provincia di Pisa, che proverà a mediare tra le parti ma con l'obiettivo di strappare la cassa integrazione straordinaria. "I tempi stringono - ha ricordato Loris Mainardi della Cgil - perchè il 17 novembre scadono i termini per trovare un accordo, dopo scatterà la mobilità". "per questo - ha ripreso Contino - se dovessimo constatare che che il tavolo provinciale faticasse a trovare una soluzione siamo pronti a rivolgerci subito al Ministero del Lavoro".
L'assemblea permanente dei lavoratori. Da questa mattina (giovedì 24 ottobre) i lavoratori del Lorbac sono in assemblea permanente davanti ai cancelli della fabbrica. Potrebbe essere l'anticamera di un vero e proprio presidio, che significherebbe la presenza 24 ore su 24. Al momento l'obiettivo è impedire ad altri camion di entrare e portare via altre lavorazioni in giacenza dall'azienda. Sono stati appesi due striscioni. Uno sul cancello dell'ingresso principale con scritto 'Lorbac non deve chiudere' e uno nei pressi di un ingresso secondario sul viale Europa che riporta la scritta 'Lorbac (Bachini) vergogna!"
Legalità e tensione sociale. Durante la conferenza stampa i sindacalisti hanno ricordato come la decisione del tribunale sia del tutto legittima ma che rischia anche di innescare una grave tensione sociale. "E' la cosa che ho ricordato al commissario - ha spiegato Domenico Contino - perchè qui ci sono più di 80 lavoratori che da mesi non ricevono lo stipendio non chiedendo altro che di lavorare e invece ora vedono portarsi via il lavoro davanti agli occhi. Viene da chiedersi se il commissario sa che quelle 83 persone sono ancora a tutti gli effetti dipendenti del Lorbac".