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Lorbac, il consiglio regionale compatto: "Azienda da salvare e rilanciare"

L'aula si esprime in maniera unanime rispetto ad una mozione presentata dalla commissione emergenza occupazionale. Il documento prevede l'impegno del presidente e della giunta a richiedere urgente all'azienda l'apertura di un tavolo di trattative

Riflettori accesi sul futuro della Lorbac, calzaturificio presente a Castelfranco di Sotto fin dal 1960 e trasformatosi, in pochi anni, da piccola azienda in società per Azioni. Ma nonostante il marchio ricercato e l’allargamento del mercato l’azienda, a metà agosto, con i lavoratori in ferie e senza aver preventivamente informato le Rsa, porta i libri in Tribunale per un concordato, che di fatto porterà alla chiusura dello stabilimento e quindi al licenziamento dei lavoratori. Da qui la mozione presentata dai componenti della commissione emergenza occupazionale, primo firmatario Paolo Marini (Fds-Verdi), e votata dall’aula all’unanimità, per “mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutelare e rilanciare un patrimonio di competenze e di professionalità che non può essere disperso”, sia per gli stessi lavoratori che per l’economia del territorio valdarnese.

Come specificato nella mozione: “dal mese di luglio i lavoratori non percepiscono nessun emolumento e il 18 ottobre sono scaduti i primi 30 giorni di mobilità e se nei prossimi 30 giorni non verrà trovato un accordo sindacale” scatterà il licenziamento.

L’atto impegna quindi il Presidente e la Giunta regionale a richiedere urgentemente alla Lorbac di aprire un tavolo di trattative con l’assessorato regionale al Lavoro e le Rsa, per attivare gli ammortizzatori sociali e trovare imprenditori interessati a investire e rilevare l’azienda. Infine, la mozione impegna la Giunta a “convocare quanto prima il commissario perché si attivi presso il giudice competente”, per capire se ci sia liquidità per pagare almeno in parte gli emolumenti dovuti ai lavoratori.

Fonte: Regione Toscana

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