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Il significato e il valore delle 'prolusioni civilistiche': al via un convegno

Il rituale accademico è divenuto progressivamente meno frequente nel secondo Dopoguerra fino poi a scomparire

Una lezione solenne pronunciata nelle facoltà giuridiche per sancire la presa di possesso della cattedra da parte di un docente. Il rituale accademico della prolusione è divenuto progressivamente meno frequente nel secondo Dopoguerra fino poi a scomparire nei decenni successivi. “Le prolusioni civilistiche dalla fine dell’Ottocento al 1980: significato e valore di un’esperienza” è il titolo del convegno che si svolgerà venerdì 25 ottobre in Aula magna (piazza San Marco 4) a partire alle 10.00.

Dopo i saluti del rettore Alberto Tesi, introdurranno i lavori il direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche Giovanni Tarli Barbieri, il coordinatore della Sezione privatistica Giuseppe Conte e il presidente Fondazione formazione forense Fabrizio Ariani. Il convegno è articolato in due sessioni. La prima sarà presieduta da Giovanni Furgiuele, ordinario di Diritto civile del nostro Ateneo, che condurrà una riflessione sulle ragioni cui si deve la scomparsa del genus prolusioni negli ultimi trent’anni.  Evidenzieranno i tratti essenziali di questi scritti, in vari momenti storici, dalla fine dell’Ottocento fino al secondo Dopoguerra, gli interventi di Giovanni Cazzetta dell’Università di Ferrara, Paolo Cappellini, presidente della Scuola di Giurisprudenza dell’Ateneo fiorentino e Vincenzo Scalisi dell’Università di Messina.

Nella seconda sessione, presieduta da Paolo Caretti, ordinario di diritto costituzionale presso la nostra Università, sono previsti gli interventi di Carlo Angelici (Università di Roma “La Sapienza”) sulle prolusioni di argomento commerciale, di Pasquale Femia (Università di Napoli II) sui principi e le clausole generali nelle prolusioni dei civilisti e di Giuseppe Zaccaria (rettore dell’Università di Padova) sulle prolusioni maggiormente espressive in termini di interpretazione e di metodo giuridico. A Guido Alpa (Università di Roma “La Sapienza”) sono affidate le conclusioni dell’incontro.

Fonte: Università degli Studi di Firenze

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