"Abbiamo spesso dato l'idea di essere interessati a parlare soprattutto a chi c'era già: non basta più, se mai è bastato. Non parliamo solo ai gloriosi reduci di lunghe stagioni del passato. Vogliamo parlare a chi c'era, e coinvolgerlo. Ma anche a chi non c'era". E' un passaggio del documento della candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del Pd
"Vuoi anche i voti del centrodestra? Sì. E vuoi i voti di Grillo? Assolutamente sì. Non è uno scandalo, è logica: se non si ottengono i voti di coloro che non hanno votato il Partito democratico alle precedenti elezioni, si perde", si legge ancora nel documento. "Matteo è molto conosciuto per i suoi slogan, ma il suo slogan migliore è la concretezza delle cose realizzate da amministratore". Nel testo vengono citati, tra l'altro, dalla riduzione dell'Irpef al taglio dei costi del personale comunale. Serve "un partito che sappia comunicare bene. Perché la parola comunicazione non deve fare paura. Chi non comunica è perduto", dice il documento programmatico. "Vuoi anche i voti del centrodestra? Sì. E vuoi i voti di Grillo? Assolutamente sì. Non è uno scandalo, è logica: se non si ottengono i voti di coloro che non hanno votato il Partito democratico alle precedenti elezioni, si perde", spiega il documento. "Crediamo nel bipolarismo e nell'alternanza. Pensiamo che le larghe intese siano una faticosa eccezione, non la regola. Vogliamo un bipolarismo gentile ma netto". In questa chiave, si aggiunge, va declinato il nodo della legge elettorale. "Pensiamo il Pd abbia il dovere di fare la prima mossa sulla legge elettorale partendo dalla Camera dove ci sono i numeri per modificare il sistema".
