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I video finalisti del concorso "25 volte al secondo" pronti per la finale

Il regista PIerfrancesco Li Donni

Lunedì 21 ottobre, allo spazio Alfieri di Firenze saranno proiettate le opere e si conosceranno i vincitori. Collaborazione con il Salinadocfest

Sono storie di un'Italia nascosta, spesso esclusa dal racconto dei telegiornali e dei notiziari con cui si è abituati ad esplorare il Paese. Sono storie di impegno, lavoro e passione verso un obiettivo comune. Si possono declinare così le immagini catturate dalla cinepresa dei nove giovani video maker finalisti al concorso “25 volte al secondo” promosso dalla Fondazione Il cuore si scioglie onlus. Lanciato lo scorso luglio, il concorso si è chiuso a fine settembre raccogliendo quasi cinquanta partecipanti: registi e autori Under 40 provenienti da tutta Italia.

 

 

Nel pomeriggio di lunedì 21 ottobre, allo Spazio Alfieri di Firenze, si potranno vedere le loro opere e conoscere i vincitori. L'iniziativa sarà preceduta dalla visione de “Il secondo tempo”, il documentario di Pierfrancesco Li Donni, che con interviste, materiali di fiction ed immagini d'archivio ripercorre i 57 giorni intercorsi tra la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 

 

«Possiamo dire che sarà una giornata all'insegna del cinema civile – spiega Claudio Vanni, della Fondazione Il cuore si scioglie, che aggiunge - Abbiamo scelto di lanciare questo concorso per dare una possibilità di espressione a giovani autori e creativi e, attraverso di loro, dare una chance anche all'Italia che sappiamo essere ricca di tante realtà solidali ed esperienze positive che però spesso non trovano spazio nel circuito mediatico”.

 

 

A presentare i filmati in gara sarà Giovanni Bogani, critico cinematografico, mentre a premiare i vincitori, (che riceveranno duemila euro in denaro) sarà una giuria d'eccezione composta, tra gli altri, da: Erik Gandini (regista italo-svedese, autore di “Videocracy” e “Surplus”); Donatella Diamanti (sceneggiatrice e direttrice artistica di Sipario Toscana); Flavia Barca (Direttore scientifico dell'Istituto di Economia dei Media, Fondazione Rosselli); Cesare Cantù (ideatore, insieme a Lorella Zanardo, del documentario “Il corpo delle donne”).
In sala saranno presenti anche Pierfrancesco Li Donni e Giovanna Taviani, direttore artistico del SalinaDocFest.

 

 

La visione de “Il secondo tempo” è in programma alle ore 15.00. Seguirà la proiezione dei video finalisti al concorso “25 volte al secondo” e la premiazione. L'ingresso è libero ed aperto a tutti. Aperitivo dalle 19.30.

 

 

Alla giornata finale è stato invitato anche il Salinadocfest. Il festival del documentario narrativo, ideato e diretto da Giovanna Taviani, si svolge ogni anno a Salina (Eolie) e ha intitolato la sua 7a edizione proprio al Bene Comune. Da questa profonda affinità tematica, nasce la scelta di aprire la giornata conclusiva dell'evento toscano con la proiezione - allo Spazio Alfieri di Firenze (h 15.00) – del film “Il Secondo Tempo” di Pierfrancesco Li Donni, presentato in settembre al SalinaDocFest 2013.

 

 

Il documentario racconta i 57 giorni che intercorrono tra la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino nella Palermo di oggi. Tra docu-fiction, interviste, provocazioni teatrali e immagini d'archivio, si sviluppa la storia polifonica e collettiva di una città ferita che vuole ancora ricordare e sognare.

 

“A Palermo la notte può essere anche una metafora. – afferma il regista - A vent'anni dalle stragi di Mafia, la Palermo del Secondo Tempo é una città che avrebbe potuto essere e non é stata, ma anche una città dove bisogna capire cosa si fa quando finisce un'emergenza democratica e ricomincia la quotidianità”.

 

 

Pierfrancesco Li Donni sarà ospite della manifestazione insieme a Giovanna Taviani che, felice di questa nuova sinergia, ha dichiarato: ”Il cinema del reale – ieri come oggi – è un bene comune necessario quando un paese dimentica se stesso: E' parte di un patrimonio collettivo che è nostro dovere proteggere e salvaguardare. Un paese che oggi sembra risvegliatosi da vent’anni di sonno della ragione, in cerca di una nuova identità politica e sociale, ma anche di un nuovo senso di appartenenza e collettività.”

 

Fonte: Concorso "25 volte al secondo"

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