Dalla Toscana alla Cina un export da 190 milioni di euro in un anno

Il porto di Shangai
Un mercato in forte sviluppo e amante del Made in Italy. Passa per la Cina una delle principali vie dell’export per le nuove imprese italiane.
Tra le economie in crescita la Cina è quella che continua a fare la parte del leone e nonostante qualche segnale di rallentamento, a causa della stagnazione dei consumi nei Paesi occidentali, si stima che il paese possa crescere nel 2013 ad un tasso molto vicino al 7%.
L’ingresso su questo tipo di mercato necessita di preparazione, di conoscenza e dell’osservanza di alcune regole base. Di questo si è parlato nella tappa di Firenze di “Destinazione Cina”, l’iniziativa di UniCredit organizzata in collaborazione con Confindustria Firenze per le aziende toscane operanti nei settori del Food&Beverage (alimentari, bevande) e del Fashion&Luxury (abbigliamento e calzature, arredamento, gioielleria) e Turismo.
La giornata è stata inaugurata da Simone Bettini, presidente Confindustria Firenze, Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, Gabriele Piccini, Country Chairman Italy di UniCredit, Stefano Ricci, presidente del Centro Firenze per l’Alta Moda Italiana.
Sono seguiti poi gli interventi di Danilo Mazzara, Senior Manager Strategy di Accenture e di Maurizio Brentegani, Responsabile Shangai Branch di UniCredit che hanno illustrato le principali caratteristiche del mercato cinese, gli obiettivi del nuovo piano quinquennale, del contesto bancario in Cina e delle attività di UniCredit in Cina a supporto delle aziende italiane. Le aziende hanno poi preso parte a tavoli settoriali (Food, Fashion e Turismo) dove hanno avuto modo di ascoltare le testimonianze di aziende presenti sul mercato cinese.
In collaborazione con Accenture, azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing che ha contribuito attraverso l’analisi dei trend emergenti e la definizione delle strategie d’ingresso al mercato e Dhl Express, leader mondiale nel settore delle spedizioni aeree espresse internazionali, l’istituto di credito ha organizzato dunque non un semplice convegno, ma un incontro operativo in cui gli imprenditori del territorio hanno potuto confrontarsi sulle caratteristiche e le potenzialità di un mercato che cresce a ritmi straordinari. UniCredit, che è presente in Cina con le filiali di Shangai, Guangzhou e Hong Kong, ed un ufficio di rappresentanza a Pechino, ha voluto oggi fornire un contributo di consulenza strategica dedicato a chi vuole portare il proprio business in Cina.
CINQUE REGOLE AUREE
Nel corso dell’incontro gli specialisti della banca e di Accenture hanno presentato agli oltre 150 rappresentanti dell’imprenditoria locale intervenuti, un outlook sul mercato cinese e sulle sue dinamiche, isolando 5 “regole base” per avviare strategie di ingresso efficaci.
Il suggerimento per le imprese toscane che vogliono raggiungere la ‘Destinazione Cina’ è quello di essere:
- GRANULARI: Conoscere le differenze territoriali e sociali del Paese per decidere dove competere
- GLOCALI: Acquisire e condividere know how ed expertise attraverso management e partner locali
- BILANCIATE: Conservare la propria identità ma modulare l’offerta in modo adeguato ai gusti locali
- PROATTIVE: Avvicinare i consumatori target al prodotto/ brand, comunicandone i valori
- MULTICANALE: Assicurare un presidio integrato dei diversi canali
Nell’ambito dell’evento sono stati organizzati inoltre dei tavoli di lavoro ai quali gli imprenditori, seduti insieme con i team di esperti di UniCredit, di Accenture, di DHL e di altri professionisti hanno potuto ricevere una consulenza a 360° sugli aspetti di natura economica, fiscale e legislativa del mercato cinese.
“E’ assodato – afferma Gabriele Piccini, Country Chairman Italy di UniCredit - che le aziende in grado di reggere meglio alle turbolenze delle economie occidentali saranno quelle in grado di spostare la maggioranza del loro business fuori dai confini nazionali, specie verso i mercati emergenti più appetibili. Tra questi spicca la Cina che si configura come il Paese più attraente e allo stesso tempo il più complesso da conquistare. Infatti la Cina oggi non è più solo un competitor aggressivo con cui confrontarsi sullo scenario mondiale, ma rappresenta un’opportunità, un mercato ad alto potenziale di sviluppo che conta oltre 1 miliardo di consumatori e registra importanti tassi di crescita. Le imprese, della regione operanti nei settori dell’alimentare, del lusso e della moda sono delle eccellenze del Made in Italy che possono imporre propri marchi e prodotti sui mercati orientali”.
“Molte nostre imprese associate sono da tempo presenti su questo mercato – sottolinea Simone Bettini, presidente Confindustria Firenze-: lusso, agroalimentare, in alcuni casi con i grandi marchi o con le produzioni di alta qualità, hanno portato il Made in Italy fatto a Firenze ad essere conosciuto da fasce rilevanti di consumatori. Ma la Cina promette ancora numerose opportunità, già pronte e accessibili; e giornate come questa offrono interessanti spunti di lavoro e conoscenza del mercato. Il settore del turismo ad esempio può essere ancora un settore dagli sviluppi importanti, penso a quei potenziali e numerosi visitatori interessati all’arte, al bello, alla qualità che, per ora, hanno solo iniziato a scoprire la nostra terra”.
“Il mercato cinese – conclude Stefano Ricci, Presidente Centro di Firenze per la Moda Italiana -costituisce indubbiamente una grossa opportunità per le aziende italiane che operano nel Fashion & Luxury. La moda Made in Italy, infatti, può far leva su una progressiva apertura del consumatore cinese alle novità e alle influenze provenienti dal mondo occidentale. Se a ciò si aggiunge una classe media sempre più numerosa, una importanza sempre maggiore della popolazione femminile nella società e una forte attenzione dei giovani ai trend di consumo occidentali, appare con sempre maggiore chiarezza che grande opportunità sia la Cina per le imprese di casa nostra”
LE POTENZIALITA’ DEL MERCATO CINESE
La Cina rappresenta oggi un mercato imprescindibile per le imprese che intendono aumentare il proprio giro d’affari attraverso strategie di internazionalizzazione.
Nel decennio appena trascorso il maggior contributo alla crescita del PIL cinese è stato prodotto dal positivo saldo commerciale favorito dal boom delle esportazioni. Nei prossimi anni, sulla base delle linee guida del piano quinquennale elaborato a marzo 2011, si prevede un ribilanciamento dei contributi che concorrono alla crescita economica a favore dei consumi interni (+13,5% annuo) e degli investimenti (+12,1%). Questo porterà anche al riposizionamento del saldo commerciale, questa volta a favore delle importazioni. In particolare si prevede che le importazioni di beni e servizi cresceranno nei prossimi tre anni del 7,6% all’anno generando opportunità di business per le aziende straniere ed in particolare per quelle con valori di marca riconosciuti.
L’EXPORT DELLE IMPRESE DELLA TOSCANA
Ad oggi i flussi di export registrati dalle imprese locali confermano un ulteriore balzo in avanti e si confermano di rilevanza assoluta per tutto il comparto italiano dell’export in Cina.
Nel primo semestre 2013 le imprese toscane, per quanto riguarda i settori dell’AgroAlimentare e della Moda, hanno esportato in Cina beni per un volume d’affari pari a oltre 190 milioni di euro, segnando una crescita rispettivamente del 45,% per il Food&Beverage e del 7,8% per il Fashion&Luxury.
Va inoltre rilevato che per il settore del Fashion e Luxury l’export toscano vale un quarto di quello complessivo italiano nel settore.
I MERCATI DEL FOOD&BEVERAGE E DEL FASHION&LUXURY
Gli spazi per la crescita del business delle imprese toscane sono comunque importanti. L’Italia primeggia nell’export di articoli di abbigliamento e calzature: 688 mln$ nel 2012, ossia quasi 5 volte quanto esportato dalla Germania e quasi 3,5 volte la Francia. Il settore alimentare presenta invece ampi spazi di crescita per l’Italia se paragonato all’export dei paesi limitrofi. La Francia esporta infatti 7,5 volte più dell’Italia mentre Germania quasi il triplo.
La stessa analisi sui valori provinciali denota una leadership delle aziende pisane nel settore del Food and Beverage confermata sia nel 2012 che nel primo semestre 2013. Nell’area Fashion and Luxury (che nel complesso smuove volumi decisamente superiori rispetto al Food) Firenze guida la classifica dei movimenti export verso la Cina seguita da Pisa, Arezzo e Prato.
Fonte: Ufficio Stampa