Adottata la variante al regolamento urbanistico: minor consumo di suolo, innovazione e 'taglio' delle zone di espansione le parole d'ordine

L'assessore Cristian Pardossi mentre illustra le caratteristiche della variante al regolamento urbanistico
Castelfranco ha un nuovo regolamento urbanistico? Non proprio ma questa variante rappresenta sicuramente una svolta e un cambiamento di rotta importante rispetto al precedente strumento in dotazione al Comune per la pianificazione del territorio. La variante, va sottolineato, ad oggi è stata 'solamente' adottata dal consiglio comunale (voto favorevole di tutta la maggioranza con astensione del Partito socialista e del Pdl e voto contrario del gruppo Sicurezza e Trasparenza per Castelfranco), il che vuol dire che prima di entrare in vigore dovrà essere approvata, il che vuol dire un altro passaggio dal consiglio comunale dopo il periodo necessario (60 giorni) per le osservazioni da parte di cittadini, aziende, professionisti.
Parlavamo di svolta ed è una svolta su più fronti: dal riutilizzo dei volumi esistenti fino al tagli di alcune zone di espansione e al recupero di alcuni edifici attualmente abbandonati.
"La città si costruisce insieme. La crisi della città corrisponde alla crisi della democrazia rappresentativa e dei suoi istituti. Per questo occorre - dice l'assessore all'urbanistica Cristian Pardossi - sperimentare strumenti che riavvicinino i cittadini al governo della cosa pubblica, strumenti che rafforzino gli istituti di rappresentanza. Per questo abbiamo dato vita ad un percorso di coinvolgimento, ascolto e partecipazione dei cittadini sulla variante, che si è articolato in diverse tappe e le cui conclusioni sono contenute nel documento di VAS (valutazione ambientale strategica Ndr), che non è un semplice adempimento formale ma rappresenta un elemento fondamentale per la elaborazione delle strategie di governo di questo territorio".
Questi i principali temi contenuti nella variante illustrati dall'assessore all'urbanistica Cristian Pardossi durante la conferenza stampa di presentazione dopo l'adozione da parte del consiglio comunale.
1) Minor consumo di suolo: sono state tagliate alcune previsioni di espansione contenute nel precedente regolamento e abbiamo abbassato gli indici di costruzione per connotare ulteriormente le trasformazioni della città sul piano di un uso accorto della risorsa suolo e su una maggiore qualità edilizia;
2) Coerentemente con l’obiettivo precedente, è stato favorito il recupero ed il riuso dei volumi e delle superfici esistenti. Lo strumento che abbiamo utilizzato per raggiungere questo obiettivo è quello della perequazione urbanistica a distanza come volano di operazioni di rigenerazione urbana (tabaccaia e fornace del callone);
3) Dare più ordine alla forma della città e alle sue trasformazioni: sulle norme tecniche abbiamo inserito una serie di disposizioni a garanzia della costruzione delle opere di urbanizzazione, dei servizi, e di un ordine delle trasformazioni urbane (si parte prima dalle aree più vicine al tessuto urbano esistente);
4) Costruzione della città pubblica e delle dotazioni collettive (piazze, verdi, parchi urbani, strutture per la collettività). Nelle norme sono state inserite disposizioni per far sì che gli spazi di relazione siano valorizzati dalla progettazione e non solo considerati come adempimenti da rispettare. E' stata confermata la previsione del parco fluviale dell’Arno ed è stata introdotta un uovo parco cassa dell’Usciana con funzione anche di compensazione idraulica (attraverso l’applicazione dello strumento della perequazione urbanistica);
5) Combattere il disagio abitativo e costruire la città integrata. Una delle caratteristiche della città, accanto alla compattezza del suo tessuto edilizio, era la variabilità sociale dei suoi abitanti. Oggi troppo spesso si sono create zone “omogenee” dal punto di vista sociale. In più ci troviamo di fronte ad un forte disagio abitativo che non può più essere affrontato con gli strumenti della legge 167 (esproprio). Abbiamo perciò introdotto uno standard sociale del 10% in tutte le aree soggette a piano attuativo, che destineremo ad alloggi a canone convenzionato;
6) Promuovere l’innovazione: abbiamo rafforzato le norme che riguardano la bioedilizia e abbiamo introdotto nella parte residua di parco tecnologico (quella non interessata dal parco dell’Usciana) la previsione di un’area APEA per qualificare in senso di sostenibilità ambientale lo sviluppo anche dei comparti produttivi;
7) Recupero centro storico: abbiamo introdotto norme che integrano il piano del centro storico, confermando il divieto di residenza a piano terra, ma prevedendo la possibilità, entro certi limiti di frazionare i piani superiori, e di accorpare i fondi per renderli più attrattivi sul piano delle possibili destinazioni commerciali. Abbiamo inoltre redatto due schede di recupero per l’ex cinema ed ex “morelli e spini” che possono essere due elementi che contribuiscono potentemente al rilancio del centro storico e alla sue a fruizione;
8) Valorizzazione del territorio agricolo e della vocazione turistica del territorio collinare: sono state introdotte norme che facilitano per gli agricoltori la possibilità di ricoverare gli attrezzi e gli strumenti per la conduzione del fondo agricolo (favorendo quindi il valore economico e sociale dell’agricoltura e anche il suo contributo alla messa in sicurezza del territorio) e abbiamo rafforzato – attraverso la razionalizzazione delle zone produttive delle colline che abbiamo lasciato solo a Chimenti – il ruolo e la vocazione turistico-ricettiva del territorio delle frazioni, nel rispetto delle specificità ambientali delle Cerbaie;
9) Tema extra R.U: la pianificazione di area. Questa variante lascia un’eredità. Rivolta in particolar modo all’unione dei comuni che si sta costituendo. Quella di una pianificazione sovracomunale non più rinviabile, anche – e non solo – alla luce delle trasformazioni dell’assetto istituzionale.
La variante adottata è presente sul nuovo sito internet del comune. Dal 23 ottobre sarà pubblicata sul BURT. Da quel momento partiranno 60 giorni per le osservazioni dei cittadini, dei professionisti e delle imprese (verrà caricato sul sito un modulo per la presentazione delle osservazioni). C’è quindi un secondo tempo di partecipazione, e l’Amministrazione e l’ufficio rimangono disponibili per ogni chiarimento. Inoltre stiamo lavorando all’organizzazione di una serie di incontri con i professionisti. Una volta approvata la variante, tutti gli elaborati verranno caricati sul sito in forma dinamica, andando a costituire un viero e proprio Sistema Informativo Territoriale, di facile e rapida consultazione per tutti.