Il Mir sulle primarie ha le idee chiare: "Sono una realtà distorta, servono le capacità e non partigianerie"

Alessio Berni
“Ormai si vuol tentare di far capire che le primarie siano la panacea della politica, quando invece nelle stesse aree di riferimento ideologico, creano solo scontri interni, che in un futuro prossimo continueranno ad alimentare solo correnti e “correntucole, senza peraltro lavorare a progetti comuni” Queste le parole di Alessio Berni e Alessandro Campinoti, componenti del direttivo del MiR (Moderati in Rivoluzione) dal quale si fa sapere: "Noi del MIR Toscana riteniamo che certe cariche direttive debbano essere riconosciute per capacità e merito e non attraverso chi ha una maggiore possibilità di alimentare partigianerie; non è solo la capacità di muovere il numero dei consensi di un’ area ristretta che determina la qualità di un leader, di un referente o di un candidato. Indipendentemente dai contesti nazionali, in ambito locale le primarie possono offrire una realtà molto distorta di quanto realmente corrisponde alla capacità di guida di singoli soggetti. Con le primarie di area, si rischia infatti di premiare e ritrovarsi un candidato non sufficientemente appropriato, solo perché in queste occasioni ha mostrato una particolare capacità di coinvolgimento (o trascinamento) di propri "afecionados", senza peraltro entrare nel merito di un confronto generale su progetti e programmi. Noi del Mir (Moderati in Rivoluzione), preferiamo confrontarci, sia all’ interno del nostro contesto politico sia all’ esterno, e solo dopo, capire chi meritocraticamente e collegialmente detiene quelle capacità politiche e organizzative necessarie per rispondere ai requisiti di rappresentanza per il nostro movimento ”
Fonte: Mir Toscana