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Corsano (SEL): "L’istituto agrario è una novità che fa ben sperare"

Vittorio Corsano

"Ne sentivamo la mancanza e siamo convinti che un’iniziativa del genere possa portare a una lungimirante assimilazione di una miniera di saperi tradizionali"

"Apprendiamo con interesse che ad Empoli, dall’anno scolastico 2014-2015, all’interno dell’istituto Ferraris-Bunelleschi, dovrebbe essere avviato un corso di studi agrario. Questa notizia stimola alcune riflessioni sui legami virtuosi tra crisi economica e strategie educative.

Ormai lo pensano in tanti, e noi di SEL facciamo parte di quel coro da sempre: la crisi economica non è un incidente di percorso, ma un cambiamento di modello sociale. A fronte di statistiche impietose, che giorno dopo giorno certificano il fallimento delle logiche emergenziali, delle politiche-tampone che rincorrono gli spread e si mordono la coda, l’unica strada percorribile sembra quella di una rottura vera, di un ripensamento complessivo di produzione e lavoro. I provvedimenti efficaci sono indispensabili, oggi più che mai; accanto ad essi, però, avvertiamo il bisogno di una battaglia delle idee, che non riduca la politica a un’amministrazione truffaldina e ideologicamente orientata.

La presenza di un istituto agrario, ad Empoli, ci fa pensare a questo. Ne sentivamo la mancanza, e siamo convinti che un’iniziativa del genere, oltre a colmare un vuoto, porti con sé un messaggio: non soltanto di apprezzabile arricchimento dell’offerta didattica empolese, baricentrica nella valdelsa, ma anche di tempestiva e lungimirante assimilazione di una miniera di saperi tradizionali. Basta guardarsi indietro, e ricordare come l’Italia si sia sempre distinta per il suo patrimonio di biodiversità e di eccellenza alimentare; basta leggere i numeri di oggi, per convincersi che proprio l’agricoltura, creando quantità inaspettate di posti di lavoro, rappresenti un comparto dinamico e propulsivo. Basta compiere, insomma, questi due gesti, per capire che il settore primario ci consente di costruire il futuro partendo dal passato, di produrre innovazione conservando la memoria.

Siamo ben consapevoli che il passaggio dalla parole ai fatti richieda una politica forte, coerente, di lungo respiro. Per questo, a livello nazionale e in prospettiva europea, SEL ha avanzato un articolato complesso di proposte, che vanno dal piano contro l’abbandono delle campagne alla moratoria del consumo di suolo agricolo, dalla difesa del reddito degli agricoltori all’integrazione delle imprese di settore, dalla tracciabilità delle produzioni agroalimentari (con etichettatura per l’origine degli alimenti) alla promozione della filiera corta (ad esempio con la vendita diretta e i gruppi di acquisto); e si potrebbe continuare parlando di sviluppo della multifunzionalità (agriturismo, fattoria didattica, agroasilo ecc.), tutela delle risorse idriche (contro la desertificazione), sostegno al prodotto biologico (per consolidare un mercato in crescita). Il tutto, sullo sfondo di due linee guida essenziali, come il ripristino degli equilibri idro-geologici e il mantenimento dell’acqua (bene comune) sotto il controllo pubblico.

Sembrerà un piano ambizioso, e probabilmente lo è davvero, tuttavia riteniamo che il cambio di modello abbia bisogno di risposte adeguate. Per noi, una riforma autentica del modello di crescita, nel senso della sostenibilità ambientale, deve partire da qui, dai fondamentali, e difficilmente potremmo immaginarne due più importanti della terra e della scuola. Intorno ai cibi primari e ai sistemi educativi connessi, dunque, passa uno dei percorsi migliori di uscita dalla crisi: il percorso dell’”agri-cultura”, del rapporto con l’ambiente che nasce come elaborazione culturale e si trasforma in lavoro".

Vittorio Corsano, Circolo Sinistra Ecologia Libertà Empolese Valdelsa

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