gonews.it

Lorbac, dal consiglio comunale un chiaro impegno a non far cessare la storica azienda. Una proposta sul pagamento degli stipendi

Le banche potrebbero intervenire in forma di prestito all'azienda e il municipio si accollerebbe gli oneri degli interessi. Polemica dalle opposizioni per la tardiva notifica del testo

Anche una rappresentanza di una quarantina di lavoratori era presente ieri sera, lunedì 23 settembre, al consiglio comunale di Castelfranco di Sotto interamente dedicato alla vertenza della Lorbac, nel quale è stato approvato un documento unitario, a voti unanimi, in cui si impegna la giunta a fare tutto il possibile per salvare la storica azienda di calzature e il posto di lavoro della maestranze.

Inizio con polemica da parte delle opposizioni, le quali hanno contestato di aver avuto notifica del documento da approvare soltanto poche ore prima della seduta che ha avuto inizio intorno alle 21. Il consigliere del PdL Stefano Taglialagamba, pur dicendosi sostanzialmente concorde con il documento, ha auspicato qualche correzione di forma in modo da poter votare a favore.
È seguito un intervento da parte del consigliere e segretario del PD locale Federico Grossi, più volte applaudito dai lavoratori, che ha ritenuto inopportune le polemiche da parte delle opposizioni.
Presenti in sala alcuni rappresentanti della giunta di Santa Maria a Monte: il sindaco Ilaria Parrella assieme agli assessori Roberto Michi e Maurizio Lucchesi, dato che molti dipendenti della Lorbac sono residenti in quel territorio comunale. In aula l'assessore provinciale di Pisa alle attività produttive Graziano Turini, ex sindaco di Castelfranco di sotto, e Domenico Contino della Cgil, il quale sta seguendo nel dettaglio la vertenza.
Il Comune ha proposto nel corso della serata il pagamento di alcuni stipendi da parte delle banche in forma di prestito all'azienda, con il municipio di piazza Bertoncini che in tal caso si dovrà accollare gli oneri degli interessi.
Nel testo approvato in aula si ritiene “grave la mancanza di concertazione” con la famiglia Bachini, titolare dell'azienda, e si ribadisce “la destinazione produttiva dell’immobile, precisando che saranno attentamente valutate le richieste di trasformazione urbanistico edilizio, al fine di contrastare ogni eventuale richiesta che possa portare a speculazioni”.
Questo il documento integrale approvato ieri sera dall’assise municipale.
“Il consiglio comunale di Castelfranco di Sotto ha appreso con profonda preoccupazione le notizie relative alla volontà del calzaturificio Lorbac di voler giungere alla cessazione dell’attività. Tale scelta, assunta dal consiglio di amministrazione con un deliberazione del 9 agosto, riguarda 63 lavoratori dell’azienda, 19 a domicilio, ed oltre una trentina di persone impiegate in aziende dell’indotto.
I numeri così ampi sono rappresentativi del disagio di tutte le famiglie dei lavoratori interessati, i quali si trovano, in maniera imprevista ed improvvisa a dover affrontare una situazione di fortissima incertezza, per la mancanza di una fonte di reddito; tale dato è ancora più grave per tutti quei nuclei familiari, in cui il salario dell’azienda rappresenta l’unica fonte di reddito. Percorsi di vita e familiari che contando su questa entrata, si trovano ora ad affrontare gravi problematiche personali, di vita quotidiana, di difficoltà oggettive che non permettono più di vedere in maniera chiara il proprio futuro. Situazioni che per la loro gravità arrivano a colpire le famiglie nella loro dignità.
Accanto all’aspetto drammatico dei lavoratori vi è il dato più generale di un’azienda operante dal 1971 a Castelfranco, che si è affermata in tutti questi anni, sviluppando un marchio riconosciuto ed apprezzato a livello italiano ed internazionale. Se ciò è stato possibile, è per il concorso corale dell’impegno imprenditoriale, della competenza e della passione di tutti i soggetti che operano all’interno dell’azienda. E’ evidente che nel momento in cui un marchio si afferma, è il territorio nel suo complesso a trarne un vantaggio in ogni senso. Di contro, nel momento in cui un’azienda si trova in difficoltà, o, peggio, come in questo caso, decide di chiudere, è il territorio a risentirne ed a risultare impoverito.
E’ anche per queste motivazioni che l’Amministrazione ha seguito con la massima attenzione tutta questa vicenda, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dialogando e interagendo con le organizzazioni sindacali e cercando anche un contatto con la proprietà del Lorbac che è rimasto senza alcun tipo di riscontro.
La chiusura dell’azienda appare ancora più grave per le ricadute sociali ed occupazionali nel momento particolare di difficoltà economica in cui ci troviamo. I segnali e gli indicatori economici evidenziano una forte contrazione della domanda interna e dei consumi. Il nostro distretto del comprensorio del cuoio, proprio per la vocazione exported oriented, riesce a confermare un trend di sostanziale stabilità, con una riduzione poco significativa di alcuni punti percentuali, in un quadro di forte recessione a livello aggregato. I dati contenuti nella relazione annuale sull’andamento dell’economia provinciale dell’anno 2012 evidenziano un incremento dello 0,7 % a fronte di una riduzione del 2,5% in termini di produzione dei comparti cuoio e pelli. Per quanto riguarda il calzaturiero la contrazione è stata del 2,9% in termini di produzione e del 2,7 in termini di valore.
I dati sulle forze lavoro a livello indicano per il 2012 un incremento della disoccupazione che ha raggiunto il 6,8 %
In questo contesto è difficile immaginare un riassorbimento dei lavoratori rimasti senza impiego, nel comparto produttivo a livello di distretto.
Sul piano istituzionale, l’interessamento della Regione Toscana e della Provincia di Pisa, che hanno risposto positivamente ad una richiesta in tal senso da parte dell’Amministrazione Comunale, conferma la volontà degli enti locali di seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda Lorbac. Analogamente il coinvolgimento istituzionale è avvenuto con la partecipazione e la condivisione delle posizioni da assumere con gli altri comuni, ricadenti all’interno del distretto di Santa Croce: Fucecchio, San Miniato, Montopoli, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte, concordando iniziative congiunte da intraprendere al fine di mantenere un adeguato livello di attenzione. L’approccio, volto al coinvolgimento delle Amministrazioni Locali della nostra zona, risulta assolutamente necessario per affrontare un tema che travalica, per l’importanza che assume, i confini comunali, interessando persone che risiedono in tutti i comuni della nostra zona.
La situazione attuale richiede dunque l’impegno di proseguire in maniera decisa con un percorso istituzionale, parallelamente alle iniziative che, anche autonomamente, verranno assunte dalle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori interessati.
Tutto ciò premesso il consiglio comunale di Castelfranco di Sotto:

Exit mobile version