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Tassa sui rifiuti, aumenti spropositati: cittadini infuriati e il Comune tenta di correre ai ripari

Il sindaco di Montopoli in val d'Arno Alessandra Vivaldi durante il suo intervento all'assemblea pubblica sulla Tares (foto gonews.it)

Assemblea pubblica infuocata a Montopoli dove l'introduzione della Tares al posto della Tarsu farà lievitare le bollette per le famiglie e soprattutto per i commercianti con picchi di quasi il 300%. La conversione in legge del Dl 102/2013 però offre la possibilità di introdurre agevolazioni, riduzioni e deroghe. La giunta al lavoro per trovare soluzioni

Assemblea molto partecipata e anche molto animata quella svoltasi martedì 5 novembre alla Pubblica Assistenza di Capanne, dove l'amministrazione comunale di Montopoli in val d'Arno - rappresentata dal sindaco Alessandra Vivaldi e dagli assessori Capecchi (bilancio) e Falorni (ambiente) ha incontrato i cittadini per discutere della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui cosiddetti servizi indivisibili che per i montopolesi (famiglie ed esercizi commerciali soprattutto) si potrebbe trasformare in un vero e proprio salasso.

Cittadini e commercianti sul piede di guerra. Aumenti di quasi l’80% per una famiglia di tre persone che abita in 80 metri quadri e bollette che potrebbero lievitare anche di oltre il 200% per alcuni esercizi commerciali, come per esempio fiorai, pescherie e ortofrutta ma anche bar, ristoranti e pizzerie al taglio sono tra le categorie più colpite. Cittadini e titolari di esercizi di somministrazioni alimenti e bevande, così come chi ha un negozio di ortofrutta o di fiori, sembra quasi superfluo dirlo, sono sul piedi di guerra.

Passaggio traumatico. Per Montopoli si è trattato di un passaggio traumatico quello da Tarsu a Tares, visto che fino al 18 luglio scorso - data in cui il consiglio comunale ha approvato l'introduzione delle nuove tariffe dopo aver precedentemente approvato il regolamento - il sistema di calcolo adottato era quella della Tarsu, cioè la tassa basata essenzialmente sui metri quadrati occupati. La Tares, cioè il nuovo tributo introdotto dal governo Monti e che oltre ai rifiuti contempla anche i cosiddetti servizi indivisibili, invece impone a quei comuni rimasti a Tarsu di adottare il sistema di calcolo della Tia, la tariffa di igiene ambientale che tiene di conto sia dei metri quadrati occupati ma anche del numero dei componenti del nucleo familiare. In più la Tares prevede la copertura del costo del servizio e dello smaltimento, secondo il piano finanziario presentato dal gestore (Geofor in questo caso), a totale carico del cittadino. Succede quindi che a Montopoli una famiglia di tre persone in 80 metri quadri si ritroverà a pagare quasi 300 euro all’anno, mentre prima ne versava poco meno di 165.

I più penalizzati. La situazione più preoccupante, come ha sottolineato anche il sindaco Alessandra Vivaldi durante l'assemblea, riguarda le 'utenze non domestiche'. Le due categorie merceologiche più colpite sono due: la numero 27 dove figurano ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio e la numero 24 dove invece ci sono bar, caffè e pasticcerie. Conti alla mano, confrontando le tariffe della vecchia Tarsu con quella della Tares, chi fa parte di queste due categorie e occupa, per esempio, una superficie di 100 metri quadri pagherà tra il 277% (categoria 27) e il 231% (categoria 24)  in più. Da poco più di 600 euro ad oltre 2.000 euro per farla breve. A questo proposito si possono confrontare le tariffe Tarsu con quella Tares del comune di Montopoli pubblicate sul sito web dell'ente.

Le rate e il conguaglio. Il Comune di Montopoli, dopo la conversione in legge del Decreto 102/2013 (il cosiddetto 'decreto Imu'), che parla anche della Tares, ha appurato che esistono dei margini di intervento per venire incontro, con agevolazioni e riduzioni, ai soggetti più penalizzati. "Stiamo valutando qualsiasi tipo di possibilità - ha detto l'assessore al bilancio Capecchi durante l'assemblea - specialmente per chi avrà aumenti di oltre il 100%". La situazione attualmente è la seguente. Ai montopolesi e ai titolari di esercizi commerciali rimangono da pagare due rate: quella di dicembre, dove troveranno una bolletta ancora calcolata con le vecchie tariffe della Tarsu e in più dovranno pagare, tramite un apposito F24, la maggiorazione di 30 centesimi al metro quadro da versare interamente allo stato per i servizi indivisibili (pulizia strade, manutenzione, illuminazione pubblica). In questo caso non 1 euro finirà nella casse dei comuni. A febbraio in teoria ci sarà il conguaglio, cioè il pagamento della differenza tra quanto si doveva pagare con le vecchie tariffe e quanto invece si dovrà pagare con quelle nuove introdotte dalla Tares. Per alcuni, specialmente per le due categorie che abbiamo citato prima, potrebbe essere una vera e propria mazzata.

Il Comune cerca di correre ai ripari. "Entro la metà di questo mese dovremmo fare un consiglio comunale per accertare se c'è la possibilità di rivedere le tariffe - ha detto invece in assemblea il  sindaco Alessandra Vivaldi - per poi portare questo eventuale provvedimento in sede di assestamento di bilancio. Faremo tutto il possibile ma i comuni sono soggetti che non fanno le leggi ma le rispettano, anche se in questo caso non ne condividiamo molti aspetti. Siamo preoccupati, soprattutto per il commercio, che nel nostro comune è molto fragile".

La conversione in legge del Dl 102/2013 e le possibili agevolazioni. L'articolo 5 del Decreto legge 102/2013, convertito in legge a fine ottobre, prevede che i comuni possano introdurre altre agevolazioni rispetto a quelle previste dal cosiddetto 'decreto salva Italia', che però riguardavano principalmente le utenze domestiche (articolo 14).  Proprio all'articolo 5 del Dl 102/2013 cercherà di appoggiarsi il Comune di Montopoli per cercare di rimodulare le tariffe, visto che in seguito alla sua conversione in legge il Consiglio comunale può deliberare ulteriori agevolazioni rispetto a quelle previste dal 'decreto salva italia'. La relativa copertura può essere disposta attraverso la ripartizione dell'onere sull'intera platea dei contribuenti, ovvero attraverso apposite autorizzazioni di spesa che non possono eccedere il limite del 7 per cento del costo complessivo del servizio.

La possibilità del ritorno temporaneo alla Tarsu. Ne il sindaco Vivaldi ne l'assessore al bilancio Capecchi hanno parlato di questa possibilità, che certamente sarebbe accolta positivamente da famiglie e commercianti, ma la conversione in legge del Dl 102/2013 la mette di fatto sul piatto, anche se può essere letta come un'arma a doppio taglio e forse proprio a questo aspetto sta pensando la giunta di Montopoli. I comuni infatti, solo per l'anno 2013 (nel 2014 non sarà più possibile farlo) possono anche decidere di continuare ad applicare le vecchie tariffe della Tarsu ma poiché va comunque rispettato il principio di copertura integrale del servizio rifiuti, i costi non coperti dal gettito andranno ottenuti dalla fiscalità generale del Comune. La coperta, insomma, rimane sempre corta.

 

Luca Calò

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