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Lazzeri (NCD) lancia l'allarme dislessia: "Nel 2013, 157 richieste di diagnosi e 213 casi in attesa di valutazione. Rischio emergenza sociale, attese fino a 2 anni"

Gian Luca Lazzeri

«A Empoli la dislessia rischia di diventare un’emergenza sociale sopratutto per gli alunni delle scuole primarie e secondarie: nel corso del 2013 all’Asl 11 di Empoli sono arrivate complessivamente 157 richieste di valutazione per Dsa (disturbi specifici di apprendimento). In pratica rapportando il numero di casi alla popolazione di riferimento dell’Asl 11 si è registrata una richiesta di diagnosi ogni circa 1.500 persone. Mentre 213 casi sono ancora in attesa di valutazione. Una media rilevante se paragonata a quella di altre Asl toscane come Viareggio dove si sono registrate 33 diagnosi di Dsa (una ogni 5.136 persone), Massa con un caso ogni 1.600 abitanti, Firenze dove i casi sono stati 1.331 a fronte però di una popolazione dell’Asl 10 di 835.844 abitanti». È la dichiarazione del consigliere regionale Ncd/Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, che lancia l’allarme su disturbi di apprendimento all’interno del territorio dell’Asl empolese.

«I numeri di questa emergenza – sottolinea – devono convivere con tempi tecnici per ottenere la certificazione del disturbo, cioè l’attestato valido ai fini scolastici e redatto dalla Asl ai sensi della legge 170 del 2010 che servirà ai bambini per ottenere compendi specifici per affrontare le difficoltà didattiche legate alla loro condizione, tutelandone le possibilità di successo scolastico. Tempi che nell’Asl 11 arrivano a due anni per le richieste provenienti da scuole secondarie di primo grado (a fronte del tetto massimo di sei mesi previsti dalle linee guida della Regione) e 6 mesi per le scuole primarie, a partire dalla prima richiesta al servizio di neuropsichiatria infantile. Ma a preoccupare è anche il divario di attesa con le altre Asl toscane: a Prato si attendono fino a 13 mesi, a Pisa i tempi vano da 3 a 6 mesi, 8 mesi a Lucca e da 3 a 6 mesi a Firenze.

L’inizio dell’iter valutativo diagnostico deve essere affrettato, questa fase per le famiglie e i bambini coinvolti, non costituisce un punto di arrivo ma di partenza. La tardiva rilevazione del disturbo, specie superati i 10 anni di vita, può avere conseguenze sulla sfera emotiva di bambini e adulti pregiudicandone non solo le possibilità di successo scolastico, ma colpire a cascata la sfera psicologica. La soluzione oltre che dalle direzioni generali delle Asl toscane deve partire a livello regionale. Quello che manca dopo questo passaggio infatti è una solida rete a livello di sanità pubblica che unisca le esperienze dell’associazionismo a quelle di genitori e insegnanti permettendo di sostenere le famiglie, spesso costrette a convivere con attese estenuanti. Per questo motivo – continua – presenterò una proposta di emendamento al piano socio sanitario integrato che segni la rotta per agire in questa direzione: diminuzione dei tempi d’attesa, corsi di approfondimento per il personale docente (fra i primi a poter fungere da campanello d’allarme per i Dsa in assenza marcatori biologici, comportamentali o sociali in ambito extrascolastico) e un riconoscimento dell’associazionismo regionale attivo nei Dsa finora relegato alla periferia delle azioni di tutela e compensazione di bambini e adulti colpiti da disturbi come la dislessia».

Fonte: Gruppo Più Toscana/Nuovo Centrodestra - Toscana Consiglio Regionale

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